illusione (haiku)
mesto dolore
piaghe dalle risate -
gravida l'aria
Michelangelo Cervellera © - novembre 2025

illusione (haiku)
mesto dolore
piaghe dalle risate -
gravida l'aria
Michelangelo Cervellera © - novembre 2025
I Don Chisciotte (il lungo '68)
Si trovano i Don Chisciotte,
Un coro potente di voci, un sogno.Infiammava il cuore, ora cenere.Sotto i piedi, un ricordo che brucia.
Dalle piazze illuminate da sorrisi,Alle strade fumose di petardi.Lanciati da chi i sorrisi non volevaRimandati a essicar le loro ombre.
Acre l’odor che offende l’olfatto -Un palcoscenico.Le maschere s’indossa.Brucia gli occhi l’alito pestifero.Ma con la mente scorgiamo libertà.
Mulini a vento, macchiati di rosso sangue,Testimoni muti di un sogno calpestato.Vogliono sbarrar l’onesta via.Cavalcano i Don Chisciotte, con la bilancia in mano.
Dalle porte, farine di rabbia e semi di odio,Che non sbocciano in pagnotte profumate.Di Ronzinante la coda, spazza la mescola malvagia.Noi, partecipi di un sogno,In viaggio a parlar di luce per un mondo migliore.
Diritti conquistati, ora sabbia al vento.Scivolano via tra le dita, un gemito.Il passato ci guarda e ci insegna,Ma il futuro è un campo da coltivare,E il sogno, fiamma viva, illumini il mondo.
Non siamo soli, la storia è maestra.Per chi sa capire e leggere le pene.L’idea di uguaglianza è un seme eterno.Dove ogni voce abbia valoree la bellezza possa sbocciare.
E i Don Chisciotte, poeti di sogni,A inseguir l'orizzonte e respirar l'infinito.
Michelangelo Cervellera – novembre -2024
Al "Bej fioeu" - l'Osvaldo (il lungo '68)
Una strada, un mondo.A sinistra, l’eco del cortiledella scuola delle suore,dove avevo un amoree l'incrocio con "barbon strit".
A destra, il vociare allegro dei negozi.Formaggio, salumi, pane, tabacco:un tripudio di profumi e sapori.Ricordi di mamme che chiacchieravano,liste della spesa e un mondo più lento.
e conti da pagare a fine mese."Quante volte sono entrato qui da bambino, con mia madre, l'odore del pane fresco... “
Un social(e) vero, gli imbecilli ementitori erano palesi.
Un po' più avanti il bar dell'Osvaldoil "Bej Fioeu", ricordi di risate e difasci che ci cercavano e poi scappavano,inseguiti anche dalle risate della gente.L'Osvaldo, un riflesso dell'anima inebriata,ci accoglieva con occhiatacce e sorrisi,ascoltava i nostri sogni, le nostre pene,miracoli del vino, e noi, sospesi,tra risate e paure, vivevamo il presente.
"Osvaldo... mi sembra di sentirti ancora qui, dietro al bancone, con quel tuo sorriso ironico.“Andando al lavoro, vidi i miei amici,fantasmi di una notte, uscire dallacantina umida dell'Osvaldo,con gli occhi lucidi e i passi incerti.
E mentre cammino, la strada mi parla,di risate e di sogni, di amori e di pene.IL "Bej Fioeu", non c'è più, i ricordisempre e intanto mando un bacio al cielo.Alzo il calice a quei giorni, al vecchio bar,al mio cuore che ancora sussurra il suo nome.Un brindisi ai sogni, alle risate, all'amiciziache ancor continua, a un'epoca che non tornerà più.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024
Figlio
Io non so se ricordi
l'amore
che ho avuto per te,
ecco, ne vorrei indietro un po'.
Ma tu non ricordi.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) - novembre 2024
...E così sia
Tra crepe di cemento
si era trovata,
un fiore fragile,
tenace e puro.
Ha visto l'ombra,
conosciuto il buio,
sotto la pioggia
ora danza leggera.
Frammenti di sé,
ricuciti nel tempo,
come un mosaico
di dolore e sogni.
Ha attraversato
fiumi in tempesta,
ora un maquillage
a ritrovar bellezza.
Porta le cicatrici
dell'odio d'amore,
in arabeschi
delicati trasformate,
splendenti come stelle
a illuminar
il suo cammino
non più incerto.
Ora piuma leggera,
libera nel vento,
un'anima guerriera,
un cuore contento.
Ha trasformato
il dolore in canto,
e trovar la vita
in ogni cosa.
Michelangelo Cervellera © - novembre 2024
Yin e Yang, l'opposto composto (Gemina)
Nel fluire di pensieri ed emozioni,
due spiriti danzano leggeri,
germogliati tra luce e ombra,
in un sempre eterno divenire.
Uno sogna agile, sempre a volare,
l'altro terreno, a creare.
Logos come lava incandescente
brucia certezze, foggia bivi indefiniti.
Come yin e yang divisi, ma sempre interi,
come aria nel vagar dell'anima,
fiorisco brezza o porto tempesta,
disegno bianche nuvole o nembi oscuri
Come albero affondo radici nella terra,
mi nutro di pioggia, di cadute foglie, di luce,
muto con le stagioni, mi piego al vento,
alzo i rami al cielo, come preghiera.
In una infinita ricerca, senza mai stancarmi,
percorro i bivi per cercar me stesso,
ogni passo un viaggio verso la meta,
per poi scoprir che la meta è il viaggio.
Mentre curioso vago, tra cielo e terra,
un pensiero si forma nella mente,
Io sono l'aria che libera veleggia,
e la radice profonda e crescente.
Io So, che più aria che terra sono,
con la pioggia dei sogni nutro radici,
cavalco nuvole a formar trasparente
nebbia a velar alberi con scudi gentili.
La libertà di Essere è il bisogno di EsserCI
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – novembre 2024
E il cielo mi colpì (il lungo '68)
M'illuminò il cielo
con un soffio
di purezza
rosso cinabro,
delle infinite figure,
di grazia, di paradisi,
di melodie di voci,
immortali,
giovani i volti tra gioia
e sorrisi, ognuno un mondo,
insieme, un'anima ribelle,
un mosaico di sogni da comporre,
campi di bianchi gigli.
Un impietoso fango avanza,
a inghiottir la bellezza,
miasmi d'odore acre di fumo
che brucia gli occhi,
e gocce di limone
a riparar gli sguardi,
tra alti toni di speranze
e caroselli di abiezione,
correvamo a proteggere il filo
dell'aquilone delle speranze,
per conquistare il cielo.
Michelangelo Cervellera © - novembre 2024