lunedì 4 novembre 2024

Barbon strit -ballata (il lungo '68) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Barbon strit - ballata (il lungo '68)



Non mancava di fanciulle la bellezza

in barbon strit con il suo muretto,

ci si assiepava non a baciare,

si rideva, si scherzava, si politicava.


Avevamo la stessa idea, magari

un po' confusa, di far di questo mondo

un posto senza inganno, un paese non da sogno,

ma un lido verde e uguale.


E così nelle piazze andammo,

a gridar con festa i sogni,

ma il potere si capiva che con gli

incubi volea godere.



Arrivò il giorno grasso,

di carnevale era la sera,

con chitarre e mascherine ci

avviammo a far bisboccia.


Ma qualcuno avea confuso,

di capodanno non era la festa,

ci lanciaran un po' di botti,

tre feriti sulla strada.


Malavita dal cuore nero,

che di spaccio ci campava,

gli avevam detto adesso basta,

con la droga sol si muore.


Mai furono arrestati,

ma noi non desistemmo,

altri giorni per lottare,

e sperar di averla vinta.



Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024

martedì 29 ottobre 2024

I diritti dei bambini - di Carlotta Lorè

 

I diritti dei bambini



Ogni giorno c'è chi sa ricordare

che abbiam dei doveri da rispettare.

Per diventar persone grandi

di compiti ne abbiam proprio tanti:

devi ubbidire, devi studiare,

anche chi è noioso devi ascoltare.

Eppur qualcuno l'ha proprio scritto

è un termine forte

si chiama “diritto”.

Ognuno al diritto di giocare,

esser curato,

poter mangiare.

Ognuno a diritto alla felicità,

e soprattutto alla libertà.


Carlotta Lorè

"nota: questa poesia è stata scritta quando Carlotta (figlia di una mia grande amica) aveva 9 anni, ha vinto il secondo premio in un concorso tra le scuole ed è stata anche pubblicata. Ora è donna e mantiene intatta la convinzione, la sensibilita, la tenacia, la speranza che il diritto alla felicità, alla libertà, alla dignità, sia la base per una vita senza bisogno di beni primari materiali e sociali per tutti".





Logos VI (deiezioni) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 Logos VI (deiezioni)





Nello spazio vuoto
cerco un angolo a trovar pace,
corpi e corpetti danzano nel fuoco,
diverte il balletto agli occhi del rapace.

Nell'infinito cerco un senso,
per gesti dicono d'amore vero,
un corpo di donna profuma d'incenso,
un'opera sul marciapiede da telero.

Nelle parole cerco una scintilla,
negli occhi un po' di benevolenza,
sento solo una stronza che strilla,
non vedo palpebre, solo marcescenza.

Nelle menti cerco arzilla ragione,
nei cuori un ritmo d'amore,
l'encefalo solo di sterco un'acquazzone,
fibrilla il muscolo avvelenatore.

Ho cercato briciole di umanità,
nelle coscienze granelli di empatia,
ho trovato montagne di fallacità,
il nulla per studi di psichiatria.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – 29 ottobre 2024 ©


lunedì 28 ottobre 2024

Dedica a Patrizia Garrozzo - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Dedica a Patrizia Garrozzo



 

Sei andata altrove

e ci prendi per mano

lasciandoci respirar filamenti d'incenso

avvolti dal cantico di voci.



(Dedicata a Patrizia Garrozzo, nostra volontaria)

Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 4 dicembre 2023

Autunno (foglia) - revisione - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

  

Autunno (foglia) -(revisione)



Sebben lasci la vita

doni ancora il colore

ambrato del sole,

vita per la Madre.



Come velo di seta

discendi leggera

spogliando del d'oro vestito

chi ti ha nutrito.



Ti adagi ballerina nel vento

in acque calme, specchi d'argento

nei laghi, occhi socchiusi sulla terra

nei boschi, sussurrano gli alberi

nascosta nelle ombre, nidi di sogni

in città grigie, donando colore.



La Madre ti cullerà ancora

e rimanderai il suo canto

a chi ti raccoglierà

bisbigliandoli un segreto,

a chi ti calpesterà

racconterai una storia antica

per ogni fruscio.



Sbirciando dal vetro appannato

attendo una giovane gemma,

promessa di vita.









  Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 2011

(D')esistere modificato- di Michelangelo Cervellera (Giondalar)







Scrivo ancora,
fiumi di parole
su nuda solitudine.
Ripiombi.

Svegliandoti
dal sogno del vagito
primordiale,
andando oltre.

Sino
alla prima stella,
Sino
al pulviscolo più antico,
Sino
al vuoto sconosciuto.
Che vuoi sia tuo.

Ti riempi di assenza,
Per non vivere, Per non essere,
Per non essere mai esistita,
invochi la bella signora
per tornare nel nulla.

Tu,
mio amore,
vuoi farci camminare
nel deserto, senza speranze,
sui sentieri dell'orrore.

Sino a perdere l'intima innocenza,
per cercare un'urna piena di niente,
per non stringere neanche un ricordo.

Novelli Prometeo,
a cui elargisci
un supplizio senza fine.

gridare nel vuoto senza suoni,
figlia, mamma, amore
e non sentir echi.

Perso,
mi lancio dal vuoto nel vuoto.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 2010 ©

Dolore (revisionato) -- di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 



È stato ieri,
prima d’abbandonarmi
al respiro della notte,
che ho deciso
di non tracciare più
inutili segni d’inchiostro
sul candore del foglio.


Inutili tracce nella battaglia
contro tracotanza, prepotenza,
protervia e superbia, di chi
insegna l'odio, il dare dolore,
plaudire alle morti di un nemico inventato
a idioti, sciacalli ammaestrati e
conquistare menti disadorne.


Disertore da un esercito di parole,
ho gettato via l'elisir che mi ha salvato.
L'acqua pura, ora un ricordo svelto,
mi lascia assetato, smarrito e desolato.


Quindi ancora scrivo e dunque sono,
incido sul foglio le mie cicatrici,
la mia gioia, i miei perché,
scolpiti sulla pagina.


Allora mi abbandono
alle parole più pure,
al loro volere,
al loro volare,
ciò che vergo
è solo un infinito sogno.



Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 2008 ©