Scrivo ancora,fiumi di parolesu nuda solitudine.Ripiombi.
Svegliandotidal sogno del vagitoprimordiale,andando oltre.
Sinoalla prima stella,Sinoal pulviscolo più antico,Sinoal vuoto sconosciuto.Che vuoi sia tuo.
Ti riempi di assenza,Per non vivere, Per non essere,Per non essere mai esistita,invochi la bella signoraper tornare nel nulla.
Tu,mio amore,vuoi farci camminarenel deserto, senza speranze,sui sentieri dell'orrore.
Sino a perdere l'intima innocenza,
per cercare un'urna piena di niente,per non stringere neanche un ricordo.Novelli Prometeo,a cui elargisciun supplizio senza fine.gridare nel vuoto senza suoni,figlia, mamma, amoree non sentir echi.Perso,mi lancio dal vuoto nel vuoto.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 2010 ©

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