Dedica a Patrizia Garrozzo
Sei andata altrove
e ci prendi per mano
lasciandoci respirar filamenti d'incenso
avvolti dal cantico di voci.
(Dedicata a Patrizia Garrozzo, nostra volontaria)
Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 4 dicembre 2023

Dedica a Patrizia Garrozzo
Sei andata altrove
e ci prendi per mano
lasciandoci respirar filamenti d'incenso
avvolti dal cantico di voci.
(Dedicata a Patrizia Garrozzo, nostra volontaria)
Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 4 dicembre 2023
Autunno (foglia) -(revisione)
Sebben lasci la vita
doni ancora il colore
ambrato del sole,
vita per la Madre.
Come velo di seta
discendi leggera
spogliando del d'oro vestito
chi ti ha nutrito.
Ti adagi ballerina nel vento
in acque calme, specchi d'argento
nei laghi, occhi socchiusi sulla terra
nei boschi, sussurrano gli alberi
nascosta nelle ombre, nidi di sogni
in città grigie, donando colore.
La Madre ti cullerà ancora
e rimanderai il suo canto
a chi ti raccoglierà
bisbigliandoli un segreto,
a chi ti calpesterà
racconterai una storia antica
per ogni fruscio.
Sbirciando dal vetro appannato
attendo una giovane gemma,
promessa di vita.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 2011
Scrivo ancora,fiumi di parolesu nuda solitudine.Ripiombi.
Svegliandotidal sogno del vagitoprimordiale,andando oltre.
Sinoalla prima stella,Sinoal pulviscolo più antico,Sinoal vuoto sconosciuto.Che vuoi sia tuo.
Ti riempi di assenza,Per non vivere, Per non essere,Per non essere mai esistita,invochi la bella signoraper tornare nel nulla.
Tu,mio amore,vuoi farci camminarenel deserto, senza speranze,sui sentieri dell'orrore.
Sino a perdere l'intima innocenza,
per cercare un'urna piena di niente,per non stringere neanche un ricordo.Novelli Prometeo,a cui elargisciun supplizio senza fine.gridare nel vuoto senza suoni,figlia, mamma, amoree non sentir echi.Perso,mi lancio dal vuoto nel vuoto.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 2010 ©
Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 2008 ©
Femminicidi (l'uomo empio)
Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 28 ottobre 2024 ©
Gioco crudele (danza macabra del potere)
Senza voce, senza scelta.
Trascinati via.
L'arroganza del potere. Un colosso di pietra.
Li schiaccia, Li seppellisce, Li muta in ombre.
Mutilati dall'appetito insaziabile del potere,
sacrificati come bambole di pezza,
squarciate sull'altare dell'odio,
ballerini involontari, al ritmo di un cuore nero
Un incendio che divora ogni speranza,
lucciole nell'abisso, senza un grido,
vittime innocenti, sacrificate sulla mensa del dominio.
Volti
segnati come pagine stracciate,
occhi
vuoti
come deserto senza oasi,
storie sospese nel nulla,
sogni polverizzati dai venti dell'esilio,
mentre le navi li portano verso le tenebre della segregazione.
Un
mostro informe,
un'ombra
gelida,
divora innocenti,
come un'eclissi totale.
Ignoranza
e disprezzo, un veleno mortale,
sotto il manto di un potere fatale.
Pochi neuroni, menti vuote e sterili,
tessono trame di morte, senza scrupoli.
Prove
di potere assoluto
contro
la democrazia della dissidenza.
L'oppressione, un muro
invalicabile,
la forza del potere, inesorabile.
Echi
di un passato oscuro, ombre che si allungano,
la storia insegna
solo a chi la legge con mente libera,
per non dimenticare,
per non far nascere nuovi mostri.
Non temere l'ombra,
non temere le catene,
il fuoco della giustizia
illuminerà l'ombra,
scioglierà le catene.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - ottobre 2024
Il canto della memoria
Sull'orlo della memoria in oblio
dove le ombre danzano,
evocami il canto della coscienza
quando si infrange tra le nere parole
di una memoria dimenticata,
raccogli i miei pensieri,
tramutali in parole,
in filigrana di luce
e liberali al mondo,
un piccolo seme
che non germini nel dolore.
Ed è un passo d'attesa
non solo abbozzato,
al calar dell'autunno
dalle grida funeste.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©– 19 ottobre 2024