domenica 3 gennaio 2010

Incarnazione dell'Estasi

astratto_n_2_by_hiram67Dall'empireo scivola la beatitudine,
frattura palmare dalle affezioni pregresse.
Una congiunzione fra due anime,
straripate dallo stesso corpo,
si fa fiocco di neve
in una dissociazione psichica
senza rientro.
Una penetrante cantilena
è fonte oracolare di annullamento del sé.
Il sotterraneo delle ingiurie
è scardinato da un binario tantrico
di fusione degli elementi primari,
in una spruzzata di asterischi.
L'apparizione plastica
di un macrocosmo ridotto a luce,
suggerita dall'inalazione di vapori olistici,
ispira la sublimazione
della negazione delle afflizioni.
Un deserto di amarezza,
si fa profumo di pane,
sfornato in una tovaglia,
stesa oltre il destino.
Nell'emisfero sinistro,
la manipolazione dell'energia,
vertice dell'ebollizione della trascendenza,
cita un'attenuazione della coscienza,
un risveglio dall'ipnosi del ciclo della vita.
La matrice del trauma
genera un “ti amo”
in una carta ecologica,
che respira l'alchimia dell'Oriente.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

giovedì 24 dicembre 2009

Scesa la neve
echi i fiumi di poesia
dispersi amori

amanti noi no
forse è già ieri

Les Folies

::::::: ::::::: Postato da © LesFolies ::::::: :::::::

lunedì 21 dicembre 2009

Auguri a tutti

natale

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

Respiro congiunto

Amore_e_psiche_2

Nel determinante ristagno
di virtuosismi svaligiati
in rubriche note
alla cornice condivisa,
un improvvisato ruminare
di scintille inciampa
sull'afrodisiaca farcitura di faville.
Una ruga scuoia l'eccedenza di promozione,
stima lubrificata in palleggi
fra giocatori antidemocratici.
Un nuovo strappo
sull'erotico letto a baldacchino,
accavalla trepidazioni e infiltrazioni.
La concentrazione di attenzione
attanaglia le steppe di frustrazioni.
Cola la saliva intersoggettiva,
all'ombra del lucernario,
compendio di ritratti a tutto tondo
con pennellate di ipnosi,
catartica genesi dell'abreazione.
Il collare che arrugginisce
su una schiena di latta,
esplosione di serbatoi di conversione,
solleva l'odore di bruciato.
Il sintomo di interruzione della storia,
escalation di anestesia,
in due dita di vocazione,
in un bicchiere,
appeso a testa in giù,
proclama la vittoria del viscerale
abbandono alla simbiosi.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

sabato 19 dicembre 2009

Eliotropismo invocato

girasoleLa freccia sconsacrata dell'abitudine coordina
il moto sempre uguale a se stesso,
quel buco di paradossi lievitati
in desideri dislocati in cellule
sfatte di scariche elettromagnetiche.
Stordita da un uncino di fallimenti,
da una spina di germogli distrutti
da aforismi con il prezzo del disprezzo,
divorata dai vermi del tempo determinato,
sotterrati in cumuli di sangue rarefatto,
istituzionalizzati in accademie precostituite,
svengo, stuprata da questo profumo di girasoli,
sezione aurea in equilibrio permanente.
L'offerta di omaggi collabora con una vita in ritardo,
una destituzione del Novum,
in un respiro che decreta l'apparente disaffezione.
In un magma di monomanie concettuali,
enumerare astrazioni,
sature di non-contemporaneità,
equivale ad assediare cicatrici estese
in tutto questo corpo saturo di satira.
Sono figlia di una lezione mnemonica,
rievocata in una crittografia
che spazia in ogni singolo punto del tao.
Addossata ad un nome color arancione,
in un letto di aculei artificiali,
esportati dalla terra della gioventù drammatizzata,
allergici alla concordanza di luci e ombre
di candele
che gettano l'ancora
su questa catena dolce di parole,
da mettere sotto i denti,
mi abbandono all'Eliotropismo,
eroe su questa ripida scala di errori.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

mercoledì 16 dicembre 2009

Figlio



                                        Figlio

E' stato un tramonto caliginoso

ma era già buio

e poi l’alba incolore

monca di luce

abbondante di tenebre,

corpo di uomo,

cuore ancor fragile,

smarrimento,

rabbia,

rancore,

silenzi eterni

mentre con l’argilla

della tua anima

modellavi tenerezze

cesellavi incastri

che da lontano

irroravo con gocce

di pianto

al fine di rendere

plasmabile

alle tue mani

quella creta,

ne è nata la meraviglia

di tenacia e dolcezza.

Hai compiuto la tua opera d’amore.

Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 16 dicembre 2009 


 

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venerdì 11 dicembre 2009

12 dicembre 1969 per non dimenticare

strage di p.za Fontana-Milano

12 dicembre 1969

PER NON DIMENTICARE

Con quella bomba hanno voluto fermare il 1968 e il 1969, hanno voluto fermare milioni di esseri umani che avevano deciso di vivere da esseri umani" Pietro Valpreda

"In quella strage morirono 16 persone. La bomba esplose alle 16.30 di venerdì 12 dicembre. Pochi minuti dopo, esattamente alle 16.45, 17.22 e 17.30, esplosero a Roma altre tre bombe (alla banca Nazionale del Lavoro, all'Altare della Patria e al Museo del Risorgimento), ma non provocarono vittime. Come si spiega, intanto, questa clamorosa differenza negli esiti: voluta o casuale?

Secondo alcune ipotesi, anche a Milano non avrebbero dovuto esserci dei morti. Lo sostiene, per esempio, Taviani. In Commissione disse che non avremmo capito niente se non fossimo partiti dal presupposto che la bomba avrebbe dovuto esplodere quando la banca era chiusa. Piazza Fontana, ha aggiunto, fu organizzata da "persone serie" che sicuramente non volevano "uccidere deliberatamente sedici italiani"... Fece riferimento ad un "ipotetico colonnello dei carabinieri", ma non volle andare oltre, affermando che solo dopo la sua morte sapremo quella parte di verità che non può raccontarci da vivo..."

(G. Fasanella, C. Sestrieri, G. Pellegrino, Segreti di Stato, Einaudi, 2000, pp. 64-5.)

Milano. 5 maggio 2005. La seconda sezione penale della Cassazione conferma il verdetto di assoluzione, già emesso dalla Corte d’assise d’appello di Milano, a favore di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, imputati nell’ennesimo processo per la strage di Piazza Fontana, avvenuta, lo ricordiamo, nell’ormai lontano 12 dicembre 1969, e condannati all’ergastolo in primo grado. Dopo 36 anni, Piazza Fontana non ha colpevoli, però una condanna c’è: quella inflitta ai parenti delle vittime, e alle istituzioni che con loro si sono costituite parte civile, di pagare le spese processuali...

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