lunedì 24 agosto 2009

L'inetto sopravvivente

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Nell’intorpidirsi dei sensi,

quiescenza di un autunno,

arrangiato nella distorsione,

beffardo adesivo d'identificazione,

nuoti nel fluido della tua inettitudine.

Escluso per malattia

e in possesso di un appannato pulsare di energie vitali,

corrodi il borghese senso della fortuna,

invenzione mediocre della normalità.

Monocromatico manubrio d'impotenza,

mutilazione del vigore,

ti strofini nella convinzione del tuo declassamento sociale.

Nella tua mansarda, apri il frigo della fantasia,

possessivo di fronte alla tua eccessiva lucida follia.

Eroe che spiazzi una vita in affitto,

in una simulazione di diversità,

impotenza a far coincidere la tua fama

con il culto del tuo essere individuo,

tagliato da un flessibile dalla lama affilata nel passato,

vivi imprimendo, nel materialismo, una realtà compensatoria,

segno distintivo di privilegio spirituale.

Sognando un futuro da megalomane,

maschera fittizia di un’immagine di sé consolatoria,

che segna il tempo di una vita come arte,

meticolosa ricerca di un’emozione,

lontana da una stagione flemmatica,

ti addormenti, preda del terrore

di essere violentato dalla metamorfosi del tempo.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

Il sudore di un rifiuto

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Accatastata su una scivolosa scrivania sudata,


a osannare l’indice di misantropia,

deteriorata dal tuo metodico sorvolare

i miei pensieri,

polverizzandoli in un soffio di nostalgica rabbia,

preclusione,

stima in affitto,

mi adagio su due grosse lenti

levigate su una montatura nera

dedicando dinamicità alle sinapsi,

dimenticando che il tuo guardare è bugiardo.

Appassendo in una tanica di stimoli abbreviati,

rattoppati in una lavagna di rifiuti,

è l’inizio di una collina di offese percezioni distorte del mio essere.

Trasgredendo al normale orgoglio,

appiccicata nel soffitto di un quoziente intellettivo

che galoppa nell’indeterminatezza dell’oggi,

ti offrirei l’aria, infettata dai lacrimogeni

per ottenere uno sciroppo di attenzione

da bere, nel silenzio del tuo comodo rendermi invisibile.

Per mutilare la tua solitudine

e trasformarti in ronda del mio corpo,

con un mestolo d’avorio,

mescolerei la mia scadenza.



::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

Mantra di desiderio

Prego,

si accomodi sulla mia carne.

Mantra di sequestro,

benedizione del vespro.

Ventilazione del suono vibrazionale,

peccato generazionale.

Scandire con enfasi

il furto di estasi,

assegno non trasferibile,

di una cantilena perseguibile

dal tribunale dell’oscenità

per un farisaico tocco della verginità.

Giuramento all’epidermide,

per una promessa di dissoluzione nel verde.

Un cachet,

agganciato ad una cabriolet.

Pignoramento della mia età,

avidità della tua individualità.

Comica interruzione della cronaca:

la pubblicità nella coscienza cosmica.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

giovedì 20 agosto 2009

Esternazione di esistenza e avidità di esternazione

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Dal confluire dei miei passi,
rattoppati sulle tracce dell’alieno
che dimora nella palude del mio essere
e ospite di una sfera caotica,
un neo nel nero inchiostro
dell’inquinamento mentale,
mi avvalgo di un digiuno di gioia
e di una mancata cena a lume di candela,
sopraffatta da un desiderio di desiderare,
ormai annichilito.
Avvilita da un bipolarismo,
conforme all’eccezione,
ti induco a scrivere sul mio corpo,
il libretto d’istruzioni per l’uso.
Nel mio estremismo,
paradossale frutto dell’albero dell’insaziata follia,
invoco la tua attenzione,
con la fantasia di chi ha tradito se stessa
per persuaderti di un corpo diverso,
un violaceo impulso
in diretta dal nirvana.
Su di un parallelo che riflette
una condizione virtuosa della psiche,
con la distorsione della realtà
dipinta in questo piacere di piacere
proprio dell’ideale femminile,
perseguitata dalla linea di frontiera,
abile nel destreggiarmi
nelle strade schiumose dell’etere,
personificazione di un astratto virtual-reale,
mi aggrappo alla mia politica dell’istante,
donandoti la scelta di vivere
la mia anima
o la proiezione estatica di essa,
temporaneo amore per me stessa.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

domenica 2 agosto 2009

L'irruenza di un caffè

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A livello del tacco dello stivale,

un’altura di sensualità.

Lì, c’è l’inno alla lussuria,

l’incrocio tra i due ritratti,

sfibrati dalla vita.

Suscettibile di trasloco momentaneo,

surrogato di solitudine artificiosa,

in un eremo,

refrattario all’Amore,

stuzzica la sua segregazione.

In un vezzeggiamento poco prolisso,

rapido corteggiamento di avatar,

sesso in un clic.

Radice del piacere,

rivendicando il simulacro della conquista,

ottiene spazio effettivo tra i pensieri,

oscillanti tra un lugubre destino e uno spasmo di gioia.

L’audacia stringe la morsa,

impedendo di sottrarsi alla ruota del piacere.

Chiedendo tempi supplementari,

mi sgozzerei col tuo fiato nel collo.

Rapita dalla tua lusinga,

manovrabile dall’interno,

in un tripudio di effervescenza,

delirio di pathos,

orgasmo fra consanguinei,

risalto di febbre e sgomento

fatto di sussulti di caffè,

stropicciandosi addosso il suo odore...



::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

domenica 26 luglio 2009

L'inverso dell'inverso

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Dall'intimo sconosciuto,

l’antinomia elemosinò l’inverso dell’inverso.

In quarantena,

senza epidemie contagiose,

rigenerò sulla sua pelle

il suo profumo:

acqua marina.

Incendiò l’inceneritore di frammenti di detriti umani fossilizzati,

scavando tra le pieghe dell’avaro tempo.

La normalità,

analgesico,

contemporaneamente noia,

che istigava la migrazione da bocca a bocca,

per una selezione del personale accurata,

si è trasfigurata.

E accanto alla prevedibilità,

desiderosa di diventare imperturbabilità,

si è intromessa la precarietà dell’ambiguità.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

martedì 21 luglio 2009

A volte

Fuma il tuo ricordo,

a volte sfuma,

altre profuma.

Sfarfalla,

mi colpisce come una palla,

all’improvviso,

mentre cammino a bordo strada.

Mi trova indifferente a volte,

altre mi sballa.

(Giugno 2009)

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::