A livello del tacco dello stivale,
un’altura di sensualità.
Lì, c’è l’inno alla lussuria,
l’incrocio tra i due ritratti,
sfibrati dalla vita.
Suscettibile di trasloco momentaneo,
surrogato di solitudine artificiosa,
in un eremo,
refrattario all’Amore,
stuzzica la sua segregazione.
In un vezzeggiamento poco prolisso,
rapido corteggiamento di avatar,
sesso in un clic.
Radice del piacere,
rivendicando il simulacro della conquista,
ottiene spazio effettivo tra i pensieri,
oscillanti tra un lugubre destino e uno spasmo di gioia.
L’audacia stringe la morsa,
impedendo di sottrarsi alla ruota del piacere.
Chiedendo tempi supplementari,
mi sgozzerei col tuo fiato nel collo.
Rapita dalla tua lusinga,
manovrabile dall’interno,
in un tripudio di effervescenza,
delirio di pathos,
orgasmo fra consanguinei,
risalto di febbre e sgomento
fatto di sussulti di caffè,
stropicciandosi addosso il suo odore...
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

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