Dal confluire dei miei passi,
rattoppati sulle tracce dell’alieno
che dimora nella palude del mio essere
e ospite di una sfera caotica,
un neo nel nero inchiostro
dell’inquinamento mentale,
mi avvalgo di un digiuno di gioia
e di una mancata cena a lume di candela,
sopraffatta da un desiderio di desiderare,
ormai annichilito.
Avvilita da un bipolarismo,
conforme all’eccezione,
ti induco a scrivere sul mio corpo,
il libretto d’istruzioni per l’uso.
Nel mio estremismo,
paradossale frutto dell’albero dell’insaziata follia,
invoco la tua attenzione,
con la fantasia di chi ha tradito se stessa
per persuaderti di un corpo diverso,
un violaceo impulso
in diretta dal nirvana.
Su di un parallelo che riflette
una condizione virtuosa della psiche,
con la distorsione della realtà
dipinta in questo piacere di piacere
proprio dell’ideale femminile,
perseguitata dalla linea di frontiera,
abile nel destreggiarmi
nelle strade schiumose dell’etere,
personificazione di un astratto virtual-reale,
mi aggrappo alla mia politica dell’istante,
donandoti la scelta di vivere
la mia anima
o la proiezione estatica di essa,
temporaneo amore per me stessa.
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::
