venerdì 3 aprile 2009

Bagno d'oro (poesia di Marta Niero)

Cadono monete d’oro falso

e modesto potere

da taccuino vuoto

di maggiori sostanze.

Suonano sulla mia carne

in allegro canto.

Macina la mente un sogno,

che è ricordo

di moderna musa quando,

da montagne titolate americane,

nuotavano

nell’oro

famose

s

t

a

r

s

.

Marta Niero

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giovedì 2 aprile 2009

Lettera D (poesia di Duccio Monfardini)

LETTERA_D

Sta suonando il telefono,
nel buio della mia stanza
appena sporcato dalla luce timida
del giorno rinchiuso là fuori.
Solitamente mi darebbe fastidio
il trillo invadente che insiste e mi chiama,
obbligandomi a compiere una serie di azioni
fra il faticoso e l’inutile,
almeno nel novanta per cento dei casi.
Ma oggi non ho voglia di stare completamente solo,
e rispondo.
“Pronto? ”
“Pronto, sono Cinzia, chiamo da un istituto di indagini di mercato, le rubo soltanto due minuti”
“Soltanto? Le sembrano pochi? Potrei scrivere una poesia in due minuti, o finirmi una birra, o magari farmi una sega”
Ogni uomo ha a disposizione un limitato numero di minuti,
due potrebbero essere pochi,
è vero,
ma potrei non arrivare mai al terzo.
“Prego? ”
“Quale Dio? ”
“Forse dovrei richiamarla in un altro momento”
“O forse no, Cinzia. Spara dai”
“…”
“Dimmi tutto Cinzia, su cosa indaghi? ”
“Vo.. volevo sapere se le sono stati consegnati in tempo gli elenchi del telefono”
In tempo per cosa,
ho pensato.
Certo,
in quel vasto agglomerato di nomi,
in quell’umanità stampata su carta riciclata,
ci sarà senz’altro qualcuno ancora vivo,
qualcuno da chiamare,
qualcuno a cui Cinzia ha posto la stessa fottuta domanda.
“Certo Cinzia, sono già arrivato alla F”
“Be be bene signore…e e mi scusi ma vorrei sapere se la sua abitazione è in un luogo isolato, in periferia o nel centro di una città”
È su Marte,
su un altura,
su un’isola deserta piena di elenchi bianchi,
-fredde pagine sfogliate da un vento curioso-
su un treno che non si ferma mai,
su un cavallo marrone,
me la porto sulle spalle,
è l’appartamento sopra casa tua Cinzia,
anzi, ti dirò di più,
vivo sotto al tuo letto e ti sento
respirare tutte le notti,
sento il tuo muoverti leggero
e il tuo russare sopito.
“Abito in centro Cinzia, in pieno centro”
“Grazie, buonasera e mi scusi per il disturbo”

“Prego”
qualche volta,
soprattutto quando ho paura,
chiamo DIO con tutto il fiato che mi resta,
ma sembra non ascoltarmi.
Oppure ho sempre sbagliato numero.

D

Niente, nessun DIO.

Chiamerò qualcun altro.

Duccio Monfardini

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mercoledì 1 aprile 2009

Sete implacabile (poesia di Desy)

30if406

Soltanto il "tic e tac" sulla parete

dentro l'oscurità di questa notte;

una civetta canta sull'abete....

Non c'è profondità fra le ombre piatte.

Vorrei tirare i lembi al mio lenzuolo

catapultare in aria le certezze,

pese chimere radicate al suolo,

mi tarpano frenando il cuore in volo.

Lui non lo sa, ma in tutte le mie notti

mi appare in sogno come un militare

sul punto di varcare la frontiera.....

e il disperato addio mi fa svegliare

fra questo ticchettìo sulla parete,

che nella notte ha un ritmo secolare,

e un canto di civetta e la mia sete

di lui, che nessun sogno può alleviare.

Desy

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lunedì 30 marzo 2009

Buona vita Tony

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Disturbo mentale storico-politico (poesia di NicoleRIO)

Guerra_by_mitho

Una guerra totalizzante,

di me stessa contro un comandante,

con pseudonimo ingombrante,

dalla personalità oltremodo arrogante,

vestito un po’ troppo elegante,

tornato dalla necropoli bruneggiante.

Espressione purtroppo non andante,

brizzolato non allettante,

nonostante la storia ripugnante,

camicia di forza dal sapor nauseante,

semina terrore con fare belligerante.

Bombarda il borgo privo di coagulante,

bulimico di fronte al potere affascinante,

per restare al volante,

di una colluttazione istruita da un aliante.

Barricata appagante,

il bandito reclama un braciere invitante,

catartico fuoco ossidante,

perché non basta di certo un calmante!

Cataclisma non previsto da nessuna cartomante,

un bordello catalizzante,

ed ecco che il cannone è violentato dal brigante.

Una regressione molto snervante,

a questo punto, preferivo giocar all’amante.

Infine, posa da soldato non curante,

torno alla reputazione di infante,

corro sotto una pioggia scrosciante,

imbevo le mie "Converse" in una pozza angosciante,

mentre la luna è fluttuante

e mi versa da bere in una notte sospirante.

Incontro un mutante,

aggrappato ad un galleggiante,

con una bocca spumeggiante

alla ricerca di un diamante.

NicoleRIO

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domenica 29 marzo 2009

Primavera - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


Primavera



Il buio costringe il giorno

nell’abisso di parole vuote

come occhi di statue cieche

dominano tentacoli in festa

senza alba nè tramonto.


Nuvole grigie immote nel tempo

esalano materia scomposta,

una volta anch’essa grigia.


Un’alchimia irragionevole

di anime emotive,

macerate e stracciate

da illusioni e desideri repressi.


Figlie e madri

di un’alba chiara,

di ombre che si allungano

sino al tramonto rosso,

richiama sofferenza e pianto

sino a farne uragano,

sino a quando il vento avrà pulito

sino a quando la pioggia

e le lacrime

avranno sapori diversi.


Sino a quando

da larva diverrà farfalla.



Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- 20 marzo 2009


sabato 28 marzo 2009

Dove sei...? Poesia di Ada F.

Bretagna0001.jpg image by nimiel78



Dove sono le onde della tempesta?

Urlo l’anima dell’uragano

che mi lascia un’ombra di pace

per pensare a te.

Percorro sentieri selvaggi di perduti amanti

che non si sono mai incontrati,

bocche affamate di una mai vissuta passione

come petali di rossi papaveri

sbattuti al vento tra le spighe della vita.

Saprà… saprà la tua bocca saziarmi,

ferirmi la pelle e scavare fessure

in questo mio corpo che più non chiede

che miele e veleno da te?

Sarà la notte a darmi l’oblio.

Ada F.

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