Soltanto il "tic e tac" sulla parete
dentro l'oscurità di questa notte;
una civetta canta sull'abete....
Non c'è profondità fra le ombre piatte.
Vorrei tirare i lembi al mio lenzuolo
catapultare in aria le certezze,
pese chimere radicate al suolo,
mi tarpano frenando il cuore in volo.
Lui non lo sa, ma in tutte le mie notti
mi appare in sogno come un militare
sul punto di varcare la frontiera.....
e il disperato addio mi fa svegliare
fra questo ticchettìo sulla parete,
che nella notte ha un ritmo secolare,
e un canto di civetta e la mia sete
di lui, che nessun sogno può alleviare.
Desy
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