giovedì 18 settembre 2008

Logos - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

logos

Logos

È nella falsità delle parole

che tormente impietose

forgiano lame di ghiaccio

nell’incandescente crogiulo

della stella del mattino.



Alla levata eliaca,

prima che la grande stella s’affacci

semi dell’oscuro Io

precipitano nei solchi,

ferite aperte

incise da vuote loquacità,

germogliando Gorgoni decapitati.



Rilasciate dal freddo marmo

voci dormienti

s’accodano e s’intrecciano

cavalcando libertà

distendendo filamenti di coscienza,

bozzoli d’amore

nell’armonia delle parole.

Michelangelo Cervellera (Giondalar) © 18 settembre 2008

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domenica 14 settembre 2008

A distanza

a distanza

Mi vieni incontro,

senza vedermi,

percorrendo la strada verso casa.

Un’aria quotidiana

che non conosco,

un velo sulla tua

luce di sempre.

Ci uniscono a distanza

le tue poesie, i nostri rari incontri,

le fantasie spezzate

dall’incertezza,

momenti sparsi

di vera vicinanza

seguiti dal silenzio.

Pochi metri fra noi

per riportare indietro

il tempo che ha disfatto attese e sogni,

per ritrovare

una poesia incompiuta.

O per cambiare strada.

Maria Lupo

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sabato 13 settembre 2008

Dietro una porta

dietro una porta


Barriere inattese

per il mio cuore

che con incauta innocenza

si avvicina.

Ritorno di lontane

esperienze infantili.

Lacrime non versate

soffocavano l’anima

- sguardi sfuggenti

coprivano di nero

la luce del mattino

- violenze nascoste

seminavano muto terrore

mascherato da gioco.



Come allora, nel gelo

di un giorno d’estate,

un abbraccio sincero

un sorriso gentile

muoiono

dietro una porta chiusa.

Maria Lupo

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Avalon di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


Avalon


Alzati soffice nebbia,

fa che possa mirar

l'acqua che lenta scorre

dove folate di vento

spingono farfalle

verso la luce

e melodie di usignoli

accompagnano dell'arpa il suono

mentre m'inebrio dei profumi della terra

il cielo si tinge d'azzurro

i fiori s'aprono ad accogliere il sole

gocce di rugiada evaporano

da fili d'erba che durante

il mio camminare

si trasformano in alberi chiassosi

dal giocar delle foglie

con il sospiro di Eolo

e quando ormai l'ombra si allunga

e l'azzuro diventa rosso

sino a scurirsi di quasi nero,

mentre i Druidi s'inchinan alla natura

mormorando parole di antichi riti

sotto le luci del cielo giocano

e si rincorrono magiche creature,

sino a quando l'indaco

prevale sul quasi nero.



Alzati soffice nebbia...

Michelangelo Cervellera © (Giondalar) Settembre 2008

venerdì 12 settembre 2008

L'ultimo ritorno

Il mio amore
È in battaglia,
Lontano
E vivrà sano,
A lungo
E salvo
Lo sento…
Prego per questo
Ogni santa notte…

Il mio amore
È nel sole
Che vince l’oscurità
Blasfema,
Oscurità che ambisce
Alle mie nude braccia
E al mio cuore
Quando è smarrito e sanguinante …

Il mio amore sta vivendo
Negli universi sconosciuti
Tra le mura e i merlettati avamposti
E vessilli
E trombe
E prigionieri da liberare…
E dolore da consolare…
E onore da difendere…

Il mio amore viene a trovarmi
Nei miei sogni di notte,
Toglie i calzari e varca la mia soglia,
Si avvicina piano al mio respiro
E senza svegliarmi mi prende in braccio
E mi posa sulle foglie o tra i petali
Di magnolia
E mi culla
E m’accarezza
Fino al momento
Del mio risveglio…

La stanza non é più buia
Anche se è notte fonda
E sola e ancora sognante
Sento il suo cavallo portarlo via da me
E non piango più della sua partenza
Ed aspettarlo sarà una dolce pena
Poiché ora so
Che non avrò nessun altro destino
Se non quello di restare immobile e sospesa,
In attesa del suo tocco nel sogno
O restar cieca senza il suo sguardo infuocato
O non voler udire nient’altro che la sua voce
Tra quelle urlanti degli elementi opposti,
Voce che mi richiama al dono del silenzio…

Bramo la salvezza nella dolcissima ferita
Della sua
Spada,
Tra le mie costole
Ancora affamate del suo ferro
E bramo il dolore folle
Di chi
Non vuol perire
Se non per mano
Di chi si ama
Fino alla morte…

Il mio amore
Ucciderà il mio ultimo sorriso,
Darà vita al mio ultimo pianto,
Nella notte terribile
E impietosa,
Quella senza il sogno,
La notte dell’ultimo
Ritorno…

Laura C.

te l'ho rubata Laura, mi piace molto, non poteva mancarmi.

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L'orchidea

A2193_CAT~Orchidea-dorata-I-PostersSi apre il mattino e squarcia l'incanto
sopra questo cortile di pietra,
dove primogenita e fonte
la brezza notturna evapora
come i sogni,
lasciando questo cielo plumbeo
fatto di mistero
come fosse nel grembo di una madre.
L'orchidea e il suo spirito
nutre l'occhio
nell'eco di mezzo dì
e si trasforma in domanda,
la cui risposta sazia
i commensali del tempo perduto.

Vincenzo Hyponome

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giovedì 11 settembre 2008

Mi vuoi bene?

bacio_di_hayez

Ti ho chiesto mai se mi vuoi bene,

non lo ricordo o l’ho dimenticato?

Darò la colpa ai miei malanni

o riconoscerò che ho peccato?

Ma, riflettendo, non ho fatto male:

ti domanderò se mi vuoi bene

quando avrò tessuto i tuoi cent’anni

e allora lo farò fino alla noia

e finché avrò sangue nelle vene.

(Agosto 2008)



Ugo Matrogiovanni



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