Raminghi dell'anima (da ferrara a Bologna)
visionari sognatori,
da cieli spenti
cenere di sogni
da altalene vuote
ricordi di risate perdute.
Spigolosi silenzi
feriscono
offendono
l’odore delle sinfonie
note d'inchiostro e memorie.
Muti suoni palpitanti
abbracciano accarezzano
affreschi, tratteggi
desideri sospesi.
Saziate ancora
biblioteche impolverate
come vite abbandonate,
gallerie stinte
con quadri
che più non parlano,
nutrite menti disadorne
come gusci vuoti
senza più mare.
Cantate ancora
zingari dell’anima
custodi dei sensi.
nutrite menti disadorne
come gusci vuoti
senza più mare.
Cantate ancora
zingari dell’anima
custodi dei sensi.
Michelangelo Cervellera (Liosalfar) ©- 14 settembre 2011

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