Sature d’azzurro,poche,indugiano nubi a farmi ombra,tornano a letto.
Solitario sussurro dal mio petto,certezza d’immutato affettoper chi era il mio mondo,
un eco nel vuoto.
I miei cari e quelli che ricordo appena;tutto ciò che circondo di rispettoin questo fiume di penache m’inonda,
m’annienta ed incatena.
(1 maggio 2010) (purtroppo non ricordo chi l'ha scritta del nostro gruppo)
