Una tormenta gelata
dopo il calore del sole,
turbine di foglie dorate
ricadono al suolo silenti.
S’appannano i vetri di gelo,
un soffio di vento s’innalza,
mi abbraccia la nebbia dell’Ade,
nel respiro dell’ultimo viaggio.
C’è rumore di vita distante,
un ministro ti unge la fronte,frettoloso il tempo passato,che ricordo col cuore gelato.
Il respiro sempre più corto,
l’urlo si espande nel corpo,
le membra si abbassano lente,
in silenzio il dolore mi stringe.
Dal cielo rugiada di ghiaccio,
la terra s'imbianca di gelo.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 18 settembre 2011
