gli archi in madreperla,
svestiti del mio siero
bordato di pulsioni
di resina appallottolata in
un simultaneo sfregamento
dei sensi,
supplemento di una mattina,
installata in un carosello,
moltiplicano la secrezione
della Monade.
Una fulminea coagulazione
allaccia la mia trasformazione
in una piuma nuziale
di vincoli onnipotenti.
Una spolverata di tempo
azzera la forza centrifuga
della distrazione sistemica
e inspira un impasto di molecole,
ammorbidito nell'odore di garam masala.
Gli eccessi di spremute di Ego,
distributore a gettoni,
girandola di ipnotica ideoplasia,
frizionano sui miei pensieri,
divorati da pellicole di carne
adesiva.
Un cigolio in lattina,
gemito di un dio in riserva,
invade l'incasso di piacere,
incrociando una iridescente filantropia.
