,
la piattaforma inclinata nel volume
di una potente arma da fuoco,
pressione nella materia,
è assoldata per sterminare
il temperamento umano
di un colpevole.
Onorato nell'aver infangato
le forze dell'ordine,
prega per una nuova vita,
per un amore consumato all'aria aperta.
L'astensione dall'eruzione
dell'intonazione eufonica
è allegoria dello spessore
del prurito istituzionale,
vittima di un'alterata gestione dell'essere.
Nella torre di Babele
il prigioniero della sua quintessenza,
conta le primavere
nella sua nuova dislocazione
di 3 metri quadri di anidride carbonica.
Una generazione intrappolata
in armadio ad anta scorrevole
vegeta in uno stato di trance,
nel dolore di un abbandono eterno.
Nel sonno raziocinante
di un'abdicazione consapevole
dall'anacronistico omicidio,
il tormento azzimo è
l'incubo dell'azzurro invidioso
di una corrispondenza epistolare.
Il tuo nome scanzonato,
noto arcano nella scena del crimine,
è il destinatario dell'allocuzione.
L'ergastolo è l'epilogo del prologo,
masochismo del perdono,
empatia incondizionata
in un illogico senso
di giustificata saturazione dell'errore.
