lunedì 30 marzo 2009

Buona vita Tony

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Disturbo mentale storico-politico (poesia di NicoleRIO)

Guerra_by_mitho

Una guerra totalizzante,

di me stessa contro un comandante,

con pseudonimo ingombrante,

dalla personalità oltremodo arrogante,

vestito un po’ troppo elegante,

tornato dalla necropoli bruneggiante.

Espressione purtroppo non andante,

brizzolato non allettante,

nonostante la storia ripugnante,

camicia di forza dal sapor nauseante,

semina terrore con fare belligerante.

Bombarda il borgo privo di coagulante,

bulimico di fronte al potere affascinante,

per restare al volante,

di una colluttazione istruita da un aliante.

Barricata appagante,

il bandito reclama un braciere invitante,

catartico fuoco ossidante,

perché non basta di certo un calmante!

Cataclisma non previsto da nessuna cartomante,

un bordello catalizzante,

ed ecco che il cannone è violentato dal brigante.

Una regressione molto snervante,

a questo punto, preferivo giocar all’amante.

Infine, posa da soldato non curante,

torno alla reputazione di infante,

corro sotto una pioggia scrosciante,

imbevo le mie "Converse" in una pozza angosciante,

mentre la luna è fluttuante

e mi versa da bere in una notte sospirante.

Incontro un mutante,

aggrappato ad un galleggiante,

con una bocca spumeggiante

alla ricerca di un diamante.

NicoleRIO

http://fatuttopartedime.splinder.com/

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domenica 29 marzo 2009

Primavera - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


Primavera



Il buio costringe il giorno

nell’abisso di parole vuote

come occhi di statue cieche

dominano tentacoli in festa

senza alba nè tramonto.


Nuvole grigie immote nel tempo

esalano materia scomposta,

una volta anch’essa grigia.


Un’alchimia irragionevole

di anime emotive,

macerate e stracciate

da illusioni e desideri repressi.


Figlie e madri

di un’alba chiara,

di ombre che si allungano

sino al tramonto rosso,

richiama sofferenza e pianto

sino a farne uragano,

sino a quando il vento avrà pulito

sino a quando la pioggia

e le lacrime

avranno sapori diversi.


Sino a quando

da larva diverrà farfalla.



Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- 20 marzo 2009


sabato 28 marzo 2009

Dove sei...? Poesia di Ada F.

Bretagna0001.jpg image by nimiel78



Dove sono le onde della tempesta?

Urlo l’anima dell’uragano

che mi lascia un’ombra di pace

per pensare a te.

Percorro sentieri selvaggi di perduti amanti

che non si sono mai incontrati,

bocche affamate di una mai vissuta passione

come petali di rossi papaveri

sbattuti al vento tra le spighe della vita.

Saprà… saprà la tua bocca saziarmi,

ferirmi la pelle e scavare fessure

in questo mio corpo che più non chiede

che miele e veleno da te?

Sarà la notte a darmi l’oblio.

Ada F.

http://maresardo.splinder.com/

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Individualismo a mano armata- Poesia di NicoleRIO

sasnal_anarchia

In principio, un rampollo di vendetta,

regolamento di conti,

assetato di isolazionismo.

Una spremuta di raffinata sagacia,

drastica scelta,

frutto di un’imprescindibile vertenza diabolica.

Diatriba tra prescrizione esteriore

e codice interiore.

Comandamento di cambiamento.

Etica indiscutibile,

possesso valoriale nella storia,

contro la storia,

oltre la storia.

Libertà assoluta

di enunciare la propria essenza,

contro la tirannia dell’altrui volontà.

Rifiuto di un ruolo di successo,

imposto verticalmente.

Reticenza senza tregua,

tutela della propria sostanza,

contro ogni abuso.

Autorità suprema

di un Io che nega

la dittatura di un Me,

servile effigie di paternalismo,

che va alquanto di moda;

alcova di una massa opinionista.

Unione o disgregazione.

Scelta di fusione,

o verdetto di evaporazione.

Tra me e l’altro,

prediligo la mia firma.

NicoleRIO

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venerdì 27 marzo 2009

Pettirosso poesia di Laura C.

Nell’eccedenza dell’idea
L’irregolarità
È ovvia sollecitudine
Curiosa e penetrante

Sinergie platoniche ma anche chirurgiche
Spiccano voli plastici
Pensando di cambiare ambiente
Ma sono ospiti di
Sottile spessore
Di facile orientamento

Il numero è sempre dispari
Numero primo
E ultimo
Scivoloso, criptico
Donato all’immortalità dei mondi
Demone artistico
Filosofico
E spietato

Nei riverberi dell’acqua
Piansi il volto riflesso
Nello schiaffo del vento
Risi sfacciata mentre perdevo
Sangue
Nella sordità
Dell’onda
Lanciai la moneta per sentire il rumore secco
Dei miei rami spezzati
Come ossa col ferro
Come pensieri
Col niente

Resto qui
Ora
A guardare la parabola del volo
Di un timido servitore dell'aria
Che conosce i colori del fuoco
Impressi sul petto
E penso a quanta mirabile forza ci voglia nei polmoni
Per respirare il cielo
E donargli in cambio
Suoni….

Laura C.

http://www.myspace.com/dreamsfairy68

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giovedì 26 marzo 2009

Veronica poesia di Augusto Villa

È poesia il sudore dell’anima mia
e sangue e miele.

Quando scalcia e suda
la fronte le tergo
con fogli e biglietti del metrò.

Mi fa volare tutto ciò.
Dall'alto del mio cielo
mi guardo e mi conosco.

Augusto Villa

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