giovedì 12 febbraio 2009

Mia Madre

capelli_bianchi

Il resto della chioma che,

castana un giorno,

le fu corona al volto pien di giovinezza,

oggi, lieve e d’argento, carezza la sua fronte stanca.

Bianca, delicata fronte,

che pensasti tanto

in su degli occhi tremuli e infossati,

oggi ancora non ti stanchi.

Cari, casti, venerati occhi,

qual lucerne brillate a dar la luce al viso:

un viso di venerande rughe

ch’al riso mai vidi chinato,

e bimbo fui io pure.

La rattristante, irremovibil tua lunga mestezza

quanti baci strappò alle mie labbra

e quante volte,

perchè ti son di noia,

li rituffai nel core.

Oh madre,

il viver tuo qual pena al petto mio riserva!

Grande croce inchiodò destino agli anni tuoi.

Nel volto tuo

il supremo scultor

di Cristo vide la dolente Madre e il duol del mondo.

Sorridi oh mamma,

dato non fu di rattristarti sempre;

se cerchi nessun ti vende gioia, saria troppo costosa a noi,

me se tu cerchi, ma se tu scruti in te,

ne troverai un poco: un poco sempre c’è.

(1961)

Ugo Mastrogiovanni

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::

Rigetto

foschia-sul-fiume

Il fiume rigetta la mia immagine,

lo specchio non la riflette,

le pagine rifiutano il mio inchiostro

e muta resta la mia omelia.

Un’ombra si ferma, sorride e va via,

un mostro forse mi deride,

stride un vascello impigliato

nel tempo che azzanna il fato,

la smania di reazione

distorce la mia posizione.

Eppure nulla è cambiato

di quello che ho fatto finora,

mai desistere, lo farei ancora:

non è sbagliato amare,

essere obbligato,

nascere, esistere, donare.

(2006)

Ugo Matrogiovanni

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::

martedì 10 febbraio 2009

Solitudini poesia di Marta Niero

gatto2

Latte, cacio, pane,

due mele e la carne

per il gatto di casa.

La mano nodosa, il viso stanco,

le rughe a sentiero

tra occhi, labbra e cuore;

l'avanzare lento e incerto

tra le confuse mercanzie.

"Scelgo il meglio per Fifì..

se poi ne avanza

sarà per me."

Si darebbe l'anima

al generoso compagno,

che alleggerisce

la solitudine

dell'ultimo tragitto.

Marta Niero

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

Solitudini poesia di Marta Niero

gatto2

Latte, cacio, pane,

due mele e la carne

per il gatto di casa.

La mano nodosa, il viso stanco,

le rughe a sentiero

tra occhi, labbra e cuore;

l'avanzare lento e incerto

tra le confuse mercanzie.

"Scelgo il meglio per Fifì..

se poi ne avanza

sarà per me."

Si darebbe l'anima

al generoso compagno,

che alleggerisce

la solitudine

dell'ultimo tragitto.

Marta Niero

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Origami d'Odio

el_odio_by_athenea188Nella Toilette concimata di sangue,
infiammata d’epatite cronica,
fluido depredato dei composti organici,
in un angusto ristagno di misconoscenza,
la segretezza si fa saetta,
uno scroscio di sdegni sulla pallida vetrata.
Mietitura del midollo,
un filtro di sintetiche locuzioni,
sull’orlo dell’aberrazione,
si fa diagramma deteriorato dell’Eresia.
L’imperativo è invecchiare,
incorporando la giovinezza altrui.
Un trapasso di pagina,
bava su un diversivo,
elemosina divaricata,
il cui verbo è l’annientamento della Speranza.
Un compendio di materia,
un ago nel vertice,
ripetizione eterna
di un sottinteso.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

lunedì 2 febbraio 2009

SULLA PELLE di Marta Niero

mani

Anche un gesto,
innoquo,
come le unghie
sulla mia pelle
mi fa pensare
alle tue mani
lontane,
che non mi sfiorano,
che non mi stringono
e nemmeno
m'hanno salutato.
Marta Niero

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

giovedì 29 gennaio 2009

Il terrorista inerme (NicoleRIO)

guerra_morte

Nella città tanto civile,

finalmente, alzò il pugno l’ultimo vile.

L’avanzo di galera,

sfugge alla condanna della sua sera.

Il contadino stanco,

della dignità si fa vanto.

L’immigrato che scarseggia di cittadinanza,

prova rabbia per la loro noncuranza.

Il ricercatore privo di alimenti,

giace col cervello in tanti frammenti.

Il sacerdote ha perso la voglia di castità,

chiede venia per la sua mediocrità.

L’operaio insorge contro l’automatismo,

infila un chiodo in quel meccanismo.

Volge lo sguardo alla laguna, l’artista,

e se ne infischia.

L’ubriaco,

festeggia l’addio al celibato.

Spreme il suo presente, il senzatetto,

questo è il suo difetto.

Soldato di regime inadempiente,

solo il presente non mente.

E’ nostra questa ostilità,

la pancia che brama di verità!

Assedio al flusso di informazioni,

non vogliamo più violazioni!

Catapulta sul preconcetto,

fuoco all’abietto!

Rimangono i diritti di ieri,

niente più doveri!

Le ultime possibili Rivoluzioni,

dialogo, senza più discussioni.

Infezione da lutto.

Valori in un bicchiere asciutto.

Nuovo cromosoma millantatore,

al politeama nasce un nuovo attore.

Il dittatore alza la voce,

finisce sulla croce.

Eredità di altra vita,

speranza non più avvizzita.

Attacco alla portantina,

il nuovo s’eleva dalla cantina.

Soccombe il potere costituito,

l’ordine è, ora, sostituito.

Serenata di mitraglia.

NicoleRIO

http://fatuttopartedime.splinder.com

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::