sabato 8 novembre 2008

Alcune carinerie di berlusconi

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La frasi celebri del cavalier Berlusconi

(oltre al bello,giovane e abbronzato...)


Tratto dal libro: «Barzellette sul Cavalier Berlusconi» - Malatempora edizioni

«Io non mi siederò mai più ad un tavolo dove ci sia il signor Bossi. Non sosterrò mai più un governo che conti su Bossi come sostegno. E’ una persona totalmente inaffidabile. Mi meraviglio come anche i mezzi di comunicazione, senza nessun senso critico, diano ospitalità a tutte le sue esternazioni che non hanno né capo né coda»
[ «ANSA», 2 febbraio 1995, ore 17:01 ]

«Ve lo giuro sui miei figli: questo decreto non è stato fatto per nessuno della mia nidiata»
[ «La Stampa», 20 luglio 1994]

«La mia segretaria mi ha detto che nell’ultima settimana ogni giorno ho lavorato 17 ore, fatto 32 telefonate, avuto 23 incontri. La stampa dovrebbe avere più rispetto di uno che si sacrifica come me per l’interesse di tutti senza avere il minimo interesse personale»
[ «La Repubblica», 4 dicembre 2002 ]

«Ho dato mandato al consiglio d’amministrazione della Finivest di vendere le televisioni. Cos’altro posso fare?»
[ «La Repubblica», 22 marzo 1995 ]

Emilio Fede?
«Prima ero critico, ma adesso comincio ad apprezzarlo. E’ un baluardo per la democrazia e per l’informazione»
[ «La Repubblica», 4 gennaio 1995 ]

«Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono»
[ «La Stampa», 15 dicembre 1995 ]

Un giornalista gli chiede: «Lei è stato iscritto alla P2 di Craxi e del C.A.F. (Craxi, Andreotti e Forlani)?»
«Basta! Non ne posso più! Mi iscrissi perché stremato dall’insistenza del mio amico Roberto Gervaso. Ricevetti la tessera di “apprendista muratore”, dissi di rimandarla indietro. O mi fanno Grande Maestro o niente»
[ «La Repubblica», 27 novembre 1993 ]

«La mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano. Sono loro che devono dimostrare a me di essere bravi…»
[ «ANSA», 7 marzo 2001, ore 15:48 ]

Magistratura…
«Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»
[ «La Repubblica», 5 settembre 2003 ]

«Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina»
[ «ANSA», 5 ottobre 2002, ore 19:33 ]

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giovedì 6 novembre 2008

Diamante




                                        Diamante

E sul ponte sospeso
tra l’orizzonte
e una camera spoglia
che mi avvolge
nuova placenta,
evaporano
affanni e tormenti
mentre il tuo viso
emerge e splende
donando riflessi
più del Koh-i-Noor.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)  © - 6 novembre 2008 


lunedì 3 novembre 2008

rugiada

In questo mondo di lacrime, anche le piante piangono.
E noi, continuiamo a chiamarla rugiada.

Jim Morrison

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sabato 1 novembre 2008

Spirito libero - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

spirito libero


                               Spirito libero

 

In questi giorni,

che dovrebbero essere

la terra di mezzo

fra estate inverno

ma che il freddo al 

ripercorre della storia

fa ribollire il cuore.

 

Fatico ad incidere

parole di gioia

a gettare

rabbia e malinconia.

 

Forse è la musica

che culla la tristezza

con note in chiave minore

oppure i nuovi Ade

che di Clio si fan beffe.

 

O semplicemente il tempo che passa,

mi guardo indietro, strade diverse

profumi e lacrime, fiori di prato 

caduti per un sogno.

 

Girovagare per piacere

fermo per disperazione

eppure sono io, tanti di me

un unico uomo, molti sogni,

spirito libero d’amore e di lotta.

 

E poi, nell’incedere lento

di giorni sprecati a sopravvivere

tra particelle multicolore

che non formano arcobaleni di pace,

ma bianche lapidi in terre consacrate

al Dio denaro. 

 

M’immergo nell’oblio,

mare sconfinato del silenzio,

dove un’unica conchiglia

fa di me la sua perla.


                            Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©  - 1 novembre 2008



giovedì 30 ottobre 2008

...AMANTI di Michele Santuzzi

klimt_kiss

......e poi

lenisti il pianto!

Ardente desiderio

mi travolse ancora.

E ancora

naufragai

nei mari del piacere.

L'Albero dei sogni

piantò le sue radici.

La valle dell'Eden

si rivestì di vita,

e Sole la irrorò

e Linfa la inondò.

E un vento di passione

destò Bestie sopite.

Dimentichi del Mondo

saziammo ingordi sogni.

E ancora,

ancora, ancora,

urlammo il nostro canto

di spudorati amanti.

Michele Santuzzi

Questa bellissima poesia è il continuo di "Ripensando" sempre del mio amico Michele Santuzzi

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mercoledì 29 ottobre 2008

ODE ALLA VITA

Pablo Neruda

Martha Medeiros

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

Sembra che questa poesia non sia di Pablo Neruda ma di Martha Medeiros,

non importa di chi sia, a me piace molto con tutto il rispetto per il grande Neruda,

forse il mio autore preferito.

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martedì 28 ottobre 2008

...Ripensando... di Michele Santuzzi

Ripensando copia

Vesto di ali i miei pensieri

cavalco il tempo, fino ad ieri.

Erano i giorni della buona educazione,

dei baci rubati,

delle strette audaci

sulle note di una canzone,

delle case coi cortili,

della famiglia numerosa,

dei papà già vecchi a sessant'anni,

dei nonni seduti sugli scànni

intorno ad un braciere,

e noi ragazzi

attenti ad ascoltare

storie vissute,

forse inventate,

dalle trame affascinati,

ad occhi spalancati.

Era il tempo delle istanze di pensione,

mai evase,

della televisione

in bianco e nero,

che portava il mondo in casa.

Il boom delle fabbriche

delle costruzioni,

della grande emigrazione,

delle valigie di cartone

colme di sogni

e quattro stracci da lavoro.

Giorni di viaggio,

in treni lenti e fatiscenti,

a caccia del miraggio.

Le otto ore

sulla catena di montaggio

e straordinario ad iosa

per quattro lire da mandare a casa.

Era il tempo dei cartelli nelle strade,

dal linguaggio chiaro:

non si fitta a "meridionali".

Il tempo della nuova guerra

tra gente della stessa Terra.

Erano giorni di lotta sindacale,

scioperi ad oltranza,

l'occupazione del posto di lavoro

e la rabbia delle maestranze.

Le cariche dei "Celerini",

le carriere spianate ai "lecchini",

la corsa al posto fisso,

la raccomandazione era l'accesso.

Il benessere degli inganni!

L'estate a Forte dei Marmi,

minigonne e Festival,

bikini e cantagiro.

La comparsa del toples

il fragore dei Beattles,

i Figli dei Fiori,

le buste all'Assessore

per l'aggiusto del piano regolatore.

Le colate di cemento

lo scempio demenziale,

le mega ville al mare.

La conquista dello spazio,

l'avventura,

nel nome del progresso

si stuprò la Luna.

....continua...

Michele Santuzzi

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