domenica 9 febbraio 2025

Amici di ieri, di oggi, di domani - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




 All'Ortica



Amici di ieri, di oggi, di domani

Ci siamo presi per mano,
arrampicandoci
uno sul cuore dell'altro,
come edera che abbellisce
e disegna il cammino.
Cercavamo l’arcobaleno,
mentre nubi e stelle
danzavano di fronte alla luna.
Più lento avanzava il nostro incedere,
nella valle delle parole sparse,
dove le anime scomparse ci guardavano.
Urlammo la nostra gioia e il dolore,
e l’eco rispose:
“Il tempo non dimentica,
il nostro grido è rimasto,
germogliato tra risa e silenzio.”
Ora, quando il ricordo ci assale,
ritroviamo nelle mani le tracce
di speranze e illusioni,
mentre il tempo ha scolpito le nostre rughe.
Ma l’amicizia ha vinto sull'oblio,
ancora sotto lo stesso cielo,
che ci ha visti volare,
insieme, liberi nel vento.



Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

All'Ortica

mercoledì 5 febbraio 2025

L'aquila - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)









L'aquila



Ali di predatore,
rosso sangue al tramonto,
nuvole ferite a strisce,
la forza della violenza.

Bianche nubi innocenti,
artigliate, strappate,
ad aggiungere altri colori,
genocidio inciso.

Stelle di fuoco fatue,
memorie di carne bruciata,
terra con sapienza violata,
terra rubata.

Blu di giustizia amara,
becco adunco a tracciare
i confini dell'Ade
legge di morte.

L'aquila, muta, sorvola,
i simboli profanati,
i corpi dilaniati,
e il silenzio è assordante.


Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

 

lunedì 3 febbraio 2025

sabato 1 febbraio 2025

Nel riflesso dei tuoi occhi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)






 



Nel riflesso dei tuoi occhi



Nell'elisir del tuo riverbero
il soffio che freme il petto
si disseta al mattino
mirando due stelle
color del cielo,
si nutre agognando
conchiglie che pennellano
di turchese il mare,
e ali di farfalle arieggiano
l'anima commossa e sfogliano il cuore,
mentre d'arancio si colora il calar della sera,
un'ultima lucciola solitaria si spegne, 
tra le ombre della notte e il respiro del vento, 
e intanto che lo scuro lentamente svanisce,
si tinge infine il cielo, inondando 
di rosa e d'oro la terra e il mare,
e il sole sorge e il mare s'increspa,
e la brezza porta il profumo dei fiori,
nel tramestio della risacca, nei prati,
dove alzando zolle pascola il baio,
balliamo felici al suono delle onde,
viviamo al profumo della terra.




Michelangelo Cervellera © – gennaio 2025

giovedì 30 gennaio 2025

E' di dovere - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





E' di dovere


Commenta per insultare oppur lodare,
ma son segni che sol sporcano il papiro
e nell'arteria che al pensiero
dovrebbe andare, c'è sol voce di raggiro.
Eppur di preziosa pietra si vanta d'essere,
ma è solo un grezzo sasso che discordia prova a tessere,
non c'è pace nella sua distorta e inutile mente,
che produce liquame e parte solida puzzolente.
I commenti ai testi son sempre uguali,
lodi sperticate con copia e incolla sempre banali,
centinaia di testi produce con costanza,
ma tanti non li leggono per la loro irrilevanza.
Non che io sappia scrivere o poetare,
non lo faccio per i like d'accalappiare,
esiste un senso ai pensieri per noi stessi scritti
e non uso le parole per compiere delitti.




Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025

sabato 25 gennaio 2025

Radici - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





 

Radici



Lascia che gli anni passati diventino pane
e che le orme del tempo non sciupino
radici di un vecchio e stanco ulivo.





Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025

A mio figlio

domenica 19 gennaio 2025

Sotto lo stesso cielo - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




Sotto lo stesso cielo


Vi racconterò del lavoro, dei nonni, dei senza lavoro, delle ansie e paure,
dei potenti e delle loro menzogne, della rassegnazione e perdita di dignità
per non volere, sapere, pensare, sognare, di ritrovare la strada che porta al nostro cielo.


Stride la sveglia e tempesta il sonno breve,
come se il tempo a noi non fosse bisognoso,
ovunque chi lavora piega la sua schiena, mentre
il tempo si consuma come sabbia tra le dita,
erosi i giorni, senza lasciare un segno.

Hanno cresciuto figli, accudito e guidato nipoti;
ora il loro valore, è tra i ricordi più remoti.
Non più alberi maestri, ma scheletri d'albero al vento,
e subir l'ingiustizia degli anni, da chi semina dolore.
L'amore donato al nostro sangue, dimenticato in un momento.

Sguardi smarriti, dopo un colloquio andato a vuoto,
un precario equilibrio, con il cuore in sconforto.
Il futuro un orrido, di nuove porte chiuse,
il cuore si lacera, ad ogni rigetto,
l'anima affogata, in attese ormai deluse.

E corrono i pensieri, treni senza meta,
sui binari arrugginiti di una vita inquieta.
Briciole di pane, contro tavole imbandite,
non si ascoltano le voci, di chi voce non ha,
un abisso senza ponti divide le sorti delle vite.

Mentre l'abuso luccica, in coppe di cristallo,
si decidono destini, nell'ombra di un ballo.
Nei palazzi del potere, tra velluti e menzogne,
tra fede ostentata e avidità celata,
si ordiscono trame di sbarre e paure.

E fuori il mondo cambia, veloce e indifferente,
alle grida silenziose di chi non ha niente.
I numeri sui grafici, falsi e impersonali,
solo silenzio, e fredda indifferenza.
nascondono le storie, i drammi sociali.

Il precario equilibrio di chi vive alla giornata,
con la paura costante di una nuova ondata
di crisi volute, di diritti falciati, di futuri inceneriti.
Due mondi distanti creati senza pietà,
è così che i potenti destinano le nostre sorti.

E molti si chiudono, in case senza finestre,
isolati dal mondo, in un'attesa che non smette.
La dignità, un tesoro nascosto nel cuore,
sepolta da macerie, di un mondo che non ha amore.

"Dio è morto"


Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025