Cosa resta?
Delle membra spogliate dal tronco,
sparse come foglie secche
a nutrire la festa nei templi,
della patria, della fede, dell'odio?
Dei silenziosi corpi che giacciono
come alghe smosse dalla corrente
nella profondità dell'oblio,dove
le conchiglie hanno chiuso gli occhi?
Dei svaniti sorrisi come nebbia al mattino,
delle lacrime, rugiada sui fiori appassiti,
assorbite dal vento delle bombe?
Solo sangue polverizzato, specchio
infranto di umanità perduta,
che con delirio avete versato.
Michelangelo Cervellera © – dicembre 2024




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