Gioco
crudele (danza macabra del potere)
Senza
voce, senza scelta.
Trascinati
via.
L'arroganza
del potere. Un colosso di pietra.
Li
schiaccia, Li seppellisce, Li muta in ombre.
Mutilati
dall'appetito insaziabile del potere,
sacrificati
come bambole
di pezza,
squarciate
sull'altare dell'odio,
ballerini
involontari, al ritmo di un cuore nero
Un
incendio
che divora ogni speranza,
lucciole
nell'abisso, senza un grido,
vittime
innocenti, sacrificate sulla mensa del dominio.
Volti
segnati
come pagine stracciate,
occhi
vuoti
come deserto senza oasi,
storie sospese nel nulla,
sogni
polverizzati dai venti dell'esilio,
mentre
le navi li portano verso le tenebre della segregazione.
Un
mostro informe,
un'ombra
gelida,
divora innocenti,
come
un'eclissi totale.
Ignoranza
e disprezzo, un veleno mortale,
sotto
il manto di un potere fatale.
Pochi
neuroni, menti vuote e sterili,
tessono
trame di morte, senza scrupoli.
Prove
di potere assoluto
contro
la democrazia della dissidenza.
L'oppressione, un muro
invalicabile,
la forza del potere, inesorabile.
Echi
di un passato oscuro, ombre che si allungano,
la storia insegna
solo a chi la legge con mente libera,
per non dimenticare,
per
non far nascere nuovi mostri.
Non
temere l'ombra,
non
temere le catene,
il
fuoco della giustizia
illuminerà
l'ombra,
scioglierà
le catene.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - ottobre 2024