domenica 28 agosto 2016

Gemina - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)






                    Gemina

Un dolore muto
osserva Castore e Polluce,
senza invito la malinconia
si è presentata con il suo dono.

Nelle mani un cuore gonfio di cupezza,
due stelle si sorridono da sempre,
ora una è trascinata avvolta da illusione

un giorno nell'Olimpo, un giorno nell'Ade.

Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 28 agosto 2016

sabato 27 agosto 2016

ventisei agosto (serie Gemina) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)






Accovacciati all'ombra
di fili stinti dal sole,
sfuma sul tuo viso
la tela della notte,
a diventare velo.


Michelangelo Cervellera © (giondalar) - 27 agosto 2016

sabato 30 luglio 2016

ME

Chi mi vorrebbe oggi? 

Chi può essere già muto come me? 


Chi come me, sta chiamando la paura, amore?


E il volere amore?

E l'aver bisogno, amore? 


Chi, come me, sa di non aver mai cambiato forma 


dal tempo in cui mi hanno disegnato 


sulla pietra di una caverna?




(Danila)




mercoledì 17 giugno 2015

Attimi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



Attimi  

Chinarsi su un fiore
mentre il vibrar d'ali d'una farfalla
asciuga ricordi,
petali sono
ricordi del tuo viso,
mentre la rugiada del pensare
dona luccichio ai nostri occhi
al ripensar i nostri
diciott'anni
e alle tracce
dei nostri incontri.


Michelangelo Cervellera Giondala) ©- 17 giugno 2015

sabato 29 marzo 2014

L'attesa della morte (poesia di Cervino)




Sensazione unica, 
raminga e solitaria 
cerca la preda; 
giovane o vecchio, 
uomo o donna, 
nulla ha il potere di fermarla;
ci attanaglia se generosa,
 ci consuma se avida.
Tutto in un sol momento scompare....
le infinite meschinità della vita, 
i compromessi , gli odi,
per dare spazio a paura o speranza 
per chi attende 
l'Infinito!

Cervino

venerdì 28 febbraio 2014


Raccolta di poesie di    Nelida Ukmar,    di cui sono fiero di essere amico, partono dal cuore, arrivano al cuore, lasciando nella mente il respiro dell'amore.

Michelangelo Cervellera



Phoenix, dal calcare al Carso,

Già il titolo di questa raccolta è molto mirato.
 
Un rinascere dalle proprie ceneri indica la volontà precisa di guardare al futuro ricercando la propria identità delle origini con sempre maggiore voglia di vivere.
Rinascita quindi, il filo conduttore di questa raccolta, che l'autrice ha voluto seguire in tutte le sue fasi creative.
Le poesie della raccolta hanno il pregio di essere spontanee, al di fuori dei tradizionali canoni che, oggi giorno, assumono sempre minor valore, ma in questo caso esprimono una ricerca essenziale attraverso la musicalità dei versi.
Spesso, la semplicità della prima lettura, può nascondere significati più profondi e sta al lettore saperli cogliere e interpretare.
Un caleidoscopio di sentimenti, di sensazioni che si evolvono, si accavallano e spesso si confondono tra loro.
Preghiera, con la quale si apre questa raccolta, è un'esortazione chiara e ferma, un donarsi senza chiedere nulla in cambio.
 
/ ricordami ogni istante / che l'anima mia ti appartiene, / puoi umiliare o santificare /il mio corpo, / quando vuoi, se lo vuoi,...
 
Da molte liriche trasudano amore e appartenenza alla propria terra (v. Sorgenti del Carso), alla natura (v. Sotto la quercia), metafore semplici ma significative che sottolineano l'importanza di salde radici.
Non mancano nemmeno l'ironia e l'autoironia, la malinconia, le delusioni, le speranze, le certezze, le passioni, ma non si legge MAI disperazione senza via d'uscita.
Una raccolta di sentimenti, insomma, che Nelida ha voluto donarci col cuore...
... forse un piccolissimo tassello che apre il campo a un mosaico molto più vasto (v. L'ultimo tassello).
 
Ennio Iannuzzi
12 ottobre2010