domenica 29 marzo 2009

Primavera - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


Primavera



Il buio costringe il giorno

nell’abisso di parole vuote

come occhi di statue cieche

dominano tentacoli in festa

senza alba nè tramonto.


Nuvole grigie immote nel tempo

esalano materia scomposta,

una volta anch’essa grigia.


Un’alchimia irragionevole

di anime emotive,

macerate e stracciate

da illusioni e desideri repressi.


Figlie e madri

di un’alba chiara,

di ombre che si allungano

sino al tramonto rosso,

richiama sofferenza e pianto

sino a farne uragano,

sino a quando il vento avrà pulito

sino a quando la pioggia

e le lacrime

avranno sapori diversi.


Sino a quando

da larva diverrà farfalla.



Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- 20 marzo 2009


sabato 28 marzo 2009

Dove sei...? Poesia di Ada F.

Bretagna0001.jpg image by nimiel78



Dove sono le onde della tempesta?

Urlo l’anima dell’uragano

che mi lascia un’ombra di pace

per pensare a te.

Percorro sentieri selvaggi di perduti amanti

che non si sono mai incontrati,

bocche affamate di una mai vissuta passione

come petali di rossi papaveri

sbattuti al vento tra le spighe della vita.

Saprà… saprà la tua bocca saziarmi,

ferirmi la pelle e scavare fessure

in questo mio corpo che più non chiede

che miele e veleno da te?

Sarà la notte a darmi l’oblio.

Ada F.

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Individualismo a mano armata- Poesia di NicoleRIO

sasnal_anarchia

In principio, un rampollo di vendetta,

regolamento di conti,

assetato di isolazionismo.

Una spremuta di raffinata sagacia,

drastica scelta,

frutto di un’imprescindibile vertenza diabolica.

Diatriba tra prescrizione esteriore

e codice interiore.

Comandamento di cambiamento.

Etica indiscutibile,

possesso valoriale nella storia,

contro la storia,

oltre la storia.

Libertà assoluta

di enunciare la propria essenza,

contro la tirannia dell’altrui volontà.

Rifiuto di un ruolo di successo,

imposto verticalmente.

Reticenza senza tregua,

tutela della propria sostanza,

contro ogni abuso.

Autorità suprema

di un Io che nega

la dittatura di un Me,

servile effigie di paternalismo,

che va alquanto di moda;

alcova di una massa opinionista.

Unione o disgregazione.

Scelta di fusione,

o verdetto di evaporazione.

Tra me e l’altro,

prediligo la mia firma.

NicoleRIO

www.fatuttopartedime.splinder.com



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venerdì 27 marzo 2009

Pettirosso poesia di Laura C.

Nell’eccedenza dell’idea
L’irregolarità
È ovvia sollecitudine
Curiosa e penetrante

Sinergie platoniche ma anche chirurgiche
Spiccano voli plastici
Pensando di cambiare ambiente
Ma sono ospiti di
Sottile spessore
Di facile orientamento

Il numero è sempre dispari
Numero primo
E ultimo
Scivoloso, criptico
Donato all’immortalità dei mondi
Demone artistico
Filosofico
E spietato

Nei riverberi dell’acqua
Piansi il volto riflesso
Nello schiaffo del vento
Risi sfacciata mentre perdevo
Sangue
Nella sordità
Dell’onda
Lanciai la moneta per sentire il rumore secco
Dei miei rami spezzati
Come ossa col ferro
Come pensieri
Col niente

Resto qui
Ora
A guardare la parabola del volo
Di un timido servitore dell'aria
Che conosce i colori del fuoco
Impressi sul petto
E penso a quanta mirabile forza ci voglia nei polmoni
Per respirare il cielo
E donargli in cambio
Suoni….

Laura C.

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giovedì 26 marzo 2009

Veronica poesia di Augusto Villa

È poesia il sudore dell’anima mia
e sangue e miele.

Quando scalcia e suda
la fronte le tergo
con fogli e biglietti del metrò.

Mi fa volare tutto ciò.
Dall'alto del mio cielo
mi guardo e mi conosco.

Augusto Villa

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lunedì 23 marzo 2009

BLU poesia di Laura C

Come potrebbe chiamarsi
un angelo
dopo una caduta
dall’alto di un pensiero?

Per questo
i suoi sguardi disattenti
erano bagliori
e non fuochi distruttori

Per questo le sue ali planavano a bassa quota
e si alzavano solo
sfiorando l’acqua

Per questo
la sua logica non si tingeva
dei colori decisi di un giorno assolato
O di una notte dal buio cieco

Per questo restava nel mezzo
come un desiderio
o il crepuscolo d’un giorno di pioggia
forgiando arte di carta
dagli strati infinitamente sottili
ma impenetrabili e inestimabili
.

Bello come un sogno cobalto acceso,
conscio della deflagrazione
del movimento impercettibile della sua
bocca,
toccandosi i capelli
con la fortuna di inconsapevoli dita
alabastro,
accoglie la pazzia
come sua ancella e regina
amandola immensamente
.

Egli è Blu
meravigliosa, unica, speciale creatura
e angelo del Pensiero

Laura C.

http://www.myspace.com/dreamsfairy68

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domenica 22 marzo 2009

Sogno Africano poesia di Augusto Villa

Riva fangosa
vista tramonto,
bimbo seduto,
non un lamento.

Un bimbo soldato,
cadaveri a galla,
ripone i suoi sogni
in un tubo di colla.

Augusto Villa

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