giovedì 12 febbraio 2009

Smetto di sognare

bosco

Nel meriggio assolato

quando il bosco scherza

e con le felci ruzzola la ghianda,

dietro il leccio resto ad aspettare

dove il merlo ed il fringuello canta.

Il croco al narciso vanta gli amori di Giove,

danza il picchio sul ginepro in fiore,

sulle anemoni balla la farfalla rosa,

tace ogni cosa, respira il verde

e piove e si perde

il sole tra le foglie in festa.

Abeti e cedri guardano incantati,

resta immobile il ghiro,

il tasso raccoglie profumata

la gioia che sente la sequoia

e immobile resto ad osservare

con gli occhi presi dagli eventi.

Non senti nulla in quel momento,

neanche il vento se soffiasse forte,

neppure i cavalli della morte,

aspetto e basta non sapendo cosa.

Un’angoscia di gioia mi sovrasta

d’illusione, attesa o forse noia;

intanto si sposa il sole con la luna,

nessuna visione curiosa

senno e sottobosco invade,

la notte cade e mi fa cenno

che si dorme.

Altre forme veste il croco,

il leccio ed il narciso,

bisogna andare

mi sveglio e smetto di sognare.

(2005)

Ugo Mastrogiovanni

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::

Smetto di sognare

bosco

Nel meriggio assolato

quando il bosco scherza

e con le felci ruzzola la ghianda,

dietro il leccio resto ad aspettare

dove il merlo ed il fringuello canta.

Il croco al narciso vanta gli amori di Giove,

danza il picchio sul ginepro in fiore,

sulle anemoni balla la farfalla rosa,

tace ogni cosa, respira il verde

e piove e si perde

il sole tra le foglie in festa.

Abeti e cedri guardano incantati,

resta immobile il ghiro,

il tasso raccoglie profumata

la gioia che sente la sequoia

e immobile resto ad osservare

con gli occhi presi dagli eventi.

Non senti nulla in quel momento,

neanche il vento se soffiasse forte,

neppure i cavalli della morte,

aspetto e basta non sapendo cosa.

Un’angoscia di gioia mi sovrasta

d’illusione, attesa o forse noia;

intanto si sposa il sole con la luna,

nessuna visione curiosa

senno e sottobosco invade,

la notte cade e mi fa cenno

che si dorme.

Altre forme veste il croco,

il leccio ed il narciso,

bisogna andare

mi sveglio e smetto di sognare.

(2005)

Ugo Mastrogiovanni

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Mia Madre

capelli_bianchi

Il resto della chioma che,

castana un giorno,

le fu corona al volto pien di giovinezza,

oggi, lieve e d’argento, carezza la sua fronte stanca.

Bianca, delicata fronte,

che pensasti tanto

in su degli occhi tremuli e infossati,

oggi ancora non ti stanchi.

Cari, casti, venerati occhi,

qual lucerne brillate a dar la luce al viso:

un viso di venerande rughe

ch’al riso mai vidi chinato,

e bimbo fui io pure.

La rattristante, irremovibil tua lunga mestezza

quanti baci strappò alle mie labbra

e quante volte,

perchè ti son di noia,

li rituffai nel core.

Oh madre,

il viver tuo qual pena al petto mio riserva!

Grande croce inchiodò destino agli anni tuoi.

Nel volto tuo

il supremo scultor

di Cristo vide la dolente Madre e il duol del mondo.

Sorridi oh mamma,

dato non fu di rattristarti sempre;

se cerchi nessun ti vende gioia, saria troppo costosa a noi,

me se tu cerchi, ma se tu scruti in te,

ne troverai un poco: un poco sempre c’è.

(1961)

Ugo Mastrogiovanni

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Rigetto

foschia-sul-fiume

Il fiume rigetta la mia immagine,

lo specchio non la riflette,

le pagine rifiutano il mio inchiostro

e muta resta la mia omelia.

Un’ombra si ferma, sorride e va via,

un mostro forse mi deride,

stride un vascello impigliato

nel tempo che azzanna il fato,

la smania di reazione

distorce la mia posizione.

Eppure nulla è cambiato

di quello che ho fatto finora,

mai desistere, lo farei ancora:

non è sbagliato amare,

essere obbligato,

nascere, esistere, donare.

(2006)

Ugo Matrogiovanni

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::

martedì 10 febbraio 2009

Solitudini poesia di Marta Niero

gatto2

Latte, cacio, pane,

due mele e la carne

per il gatto di casa.

La mano nodosa, il viso stanco,

le rughe a sentiero

tra occhi, labbra e cuore;

l'avanzare lento e incerto

tra le confuse mercanzie.

"Scelgo il meglio per Fifì..

se poi ne avanza

sarà per me."

Si darebbe l'anima

al generoso compagno,

che alleggerisce

la solitudine

dell'ultimo tragitto.

Marta Niero

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

Solitudini poesia di Marta Niero

gatto2

Latte, cacio, pane,

due mele e la carne

per il gatto di casa.

La mano nodosa, il viso stanco,

le rughe a sentiero

tra occhi, labbra e cuore;

l'avanzare lento e incerto

tra le confuse mercanzie.

"Scelgo il meglio per Fifì..

se poi ne avanza

sarà per me."

Si darebbe l'anima

al generoso compagno,

che alleggerisce

la solitudine

dell'ultimo tragitto.

Marta Niero

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Origami d'Odio

el_odio_by_athenea188Nella Toilette concimata di sangue,
infiammata d’epatite cronica,
fluido depredato dei composti organici,
in un angusto ristagno di misconoscenza,
la segretezza si fa saetta,
uno scroscio di sdegni sulla pallida vetrata.
Mietitura del midollo,
un filtro di sintetiche locuzioni,
sull’orlo dell’aberrazione,
si fa diagramma deteriorato dell’Eresia.
L’imperativo è invecchiare,
incorporando la giovinezza altrui.
Un trapasso di pagina,
bava su un diversivo,
elemosina divaricata,
il cui verbo è l’annientamento della Speranza.
Un compendio di materia,
un ago nel vertice,
ripetizione eterna
di un sottinteso.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::