martedì 10 febbraio 2009

Solitudini poesia di Marta Niero

gatto2

Latte, cacio, pane,

due mele e la carne

per il gatto di casa.

La mano nodosa, il viso stanco,

le rughe a sentiero

tra occhi, labbra e cuore;

l'avanzare lento e incerto

tra le confuse mercanzie.

"Scelgo il meglio per Fifì..

se poi ne avanza

sarà per me."

Si darebbe l'anima

al generoso compagno,

che alleggerisce

la solitudine

dell'ultimo tragitto.

Marta Niero

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

Solitudini poesia di Marta Niero

gatto2

Latte, cacio, pane,

due mele e la carne

per il gatto di casa.

La mano nodosa, il viso stanco,

le rughe a sentiero

tra occhi, labbra e cuore;

l'avanzare lento e incerto

tra le confuse mercanzie.

"Scelgo il meglio per Fifì..

se poi ne avanza

sarà per me."

Si darebbe l'anima

al generoso compagno,

che alleggerisce

la solitudine

dell'ultimo tragitto.

Marta Niero

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Origami d'Odio

el_odio_by_athenea188Nella Toilette concimata di sangue,
infiammata d’epatite cronica,
fluido depredato dei composti organici,
in un angusto ristagno di misconoscenza,
la segretezza si fa saetta,
uno scroscio di sdegni sulla pallida vetrata.
Mietitura del midollo,
un filtro di sintetiche locuzioni,
sull’orlo dell’aberrazione,
si fa diagramma deteriorato dell’Eresia.
L’imperativo è invecchiare,
incorporando la giovinezza altrui.
Un trapasso di pagina,
bava su un diversivo,
elemosina divaricata,
il cui verbo è l’annientamento della Speranza.
Un compendio di materia,
un ago nel vertice,
ripetizione eterna
di un sottinteso.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

lunedì 2 febbraio 2009

SULLA PELLE di Marta Niero

mani

Anche un gesto,
innoquo,
come le unghie
sulla mia pelle
mi fa pensare
alle tue mani
lontane,
che non mi sfiorano,
che non mi stringono
e nemmeno
m'hanno salutato.
Marta Niero

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

giovedì 29 gennaio 2009

Il terrorista inerme (NicoleRIO)

guerra_morte

Nella città tanto civile,

finalmente, alzò il pugno l’ultimo vile.

L’avanzo di galera,

sfugge alla condanna della sua sera.

Il contadino stanco,

della dignità si fa vanto.

L’immigrato che scarseggia di cittadinanza,

prova rabbia per la loro noncuranza.

Il ricercatore privo di alimenti,

giace col cervello in tanti frammenti.

Il sacerdote ha perso la voglia di castità,

chiede venia per la sua mediocrità.

L’operaio insorge contro l’automatismo,

infila un chiodo in quel meccanismo.

Volge lo sguardo alla laguna, l’artista,

e se ne infischia.

L’ubriaco,

festeggia l’addio al celibato.

Spreme il suo presente, il senzatetto,

questo è il suo difetto.

Soldato di regime inadempiente,

solo il presente non mente.

E’ nostra questa ostilità,

la pancia che brama di verità!

Assedio al flusso di informazioni,

non vogliamo più violazioni!

Catapulta sul preconcetto,

fuoco all’abietto!

Rimangono i diritti di ieri,

niente più doveri!

Le ultime possibili Rivoluzioni,

dialogo, senza più discussioni.

Infezione da lutto.

Valori in un bicchiere asciutto.

Nuovo cromosoma millantatore,

al politeama nasce un nuovo attore.

Il dittatore alza la voce,

finisce sulla croce.

Eredità di altra vita,

speranza non più avvizzita.

Attacco alla portantina,

il nuovo s’eleva dalla cantina.

Soccombe il potere costituito,

l’ordine è, ora, sostituito.

Serenata di mitraglia.

NicoleRIO

http://fatuttopartedime.splinder.com

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

venerdì 23 gennaio 2009

L'ABBUFFATA

Al fuoco! Al fuoco!

Svegliatevi presto!

Come fate a continuare a dormire!

Accidenti a voi, è vero che non è molto che abito qui, ma non penso sia una cosa normale vedere del fuoco, eppoi, possibile che le luci non funzionino mai!

Chi si deve occupare di ciò!

Cosa c’è Decimo, perché urli tanto! Per la luce?

Mi han detto che prima o poi ci sarà, han detto di pazientare.

No, no non è per la luce, non vedi il fuoco? E’ proprio sopra me, a circa tre metri.

Ma va la Decimo, hai mangiato troppo prima di arrivare qui e magari anche bevuto, quello è si un fuoco,

il tuo fuoco…… fatuo.


è la prima volta che mi cimento in un racconto breve, ma ho scoperto che è divertente, spero apprezziate lo sforzo.
Michelangelo

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

giovedì 22 gennaio 2009

LOGOS II (tempesta) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



                              LOGOS II (tempesta)


ParoleLoquaci

danzano

nel sterile vento

fiocchi di parole,

non schiudono in conoscenza,

declinano nell’alito

della furia,

impetuosa,

scalpitante,

vertiginosa,


cieca.


Rivolta ciotoli di strada

dell’amore,

ombrosi.


Sparpaglia pagine

del libro dei sogni,

sfocate.


Nei dintorni

del tuo viso

come aureola

si stempera il furore,


è ancora amore.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © 22 gennaio 2009