martedì 28 ottobre 2008

...Ripensando... di Michele Santuzzi

Ripensando copia

Vesto di ali i miei pensieri

cavalco il tempo, fino ad ieri.

Erano i giorni della buona educazione,

dei baci rubati,

delle strette audaci

sulle note di una canzone,

delle case coi cortili,

della famiglia numerosa,

dei papà già vecchi a sessant'anni,

dei nonni seduti sugli scànni

intorno ad un braciere,

e noi ragazzi

attenti ad ascoltare

storie vissute,

forse inventate,

dalle trame affascinati,

ad occhi spalancati.

Era il tempo delle istanze di pensione,

mai evase,

della televisione

in bianco e nero,

che portava il mondo in casa.

Il boom delle fabbriche

delle costruzioni,

della grande emigrazione,

delle valigie di cartone

colme di sogni

e quattro stracci da lavoro.

Giorni di viaggio,

in treni lenti e fatiscenti,

a caccia del miraggio.

Le otto ore

sulla catena di montaggio

e straordinario ad iosa

per quattro lire da mandare a casa.

Era il tempo dei cartelli nelle strade,

dal linguaggio chiaro:

non si fitta a "meridionali".

Il tempo della nuova guerra

tra gente della stessa Terra.

Erano giorni di lotta sindacale,

scioperi ad oltranza,

l'occupazione del posto di lavoro

e la rabbia delle maestranze.

Le cariche dei "Celerini",

le carriere spianate ai "lecchini",

la corsa al posto fisso,

la raccomandazione era l'accesso.

Il benessere degli inganni!

L'estate a Forte dei Marmi,

minigonne e Festival,

bikini e cantagiro.

La comparsa del toples

il fragore dei Beattles,

i Figli dei Fiori,

le buste all'Assessore

per l'aggiusto del piano regolatore.

Le colate di cemento

lo scempio demenziale,

le mega ville al mare.

La conquista dello spazio,

l'avventura,

nel nome del progresso

si stuprò la Luna.

....continua...

Michele Santuzzi

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::

IMMAGINI - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

pensieri

IMMAGINI

Quando la sera il ritmo rallenta
e nel cuore arriva il silenzio,
liberi spaziano i pensieri
Immagini
si formano nella mente,
libera di sognare.

Seguo una goccia d’acqua
nata dalla sorgente,
insieme ad altre formare un rigagnolo,
poi torrente ed infine fiume,
a volte fluttuando in mezzo a milioni di altre gocce,
a volte rischiare di morire evitando una secca,
continua ad avanzare seguendo dolci anse dei fiumi,
dove poi iniziano i verdi boschi,
oppure nel mezzo di acque ribollenti
e poi…il mare.

Seguire le correnti,
immergersi nel profondo e risalire in cima all’onda,
dove spumeggiante e bianca prende forma di ippogrifo,
saltando scogliere e volando su su nel cielo,
dove le aquile sono regine,
arrivare alla luna.

Ridiscendere da montagne innevate,
galoppare per fertili vallate,
gareggiare con il vento,
correre tutt’uno con i miei pensieri,
fondersi con loro.

e poi…
tornare nella mia mente,
come una dolce melodia,
dove i sogni colorano la vita
facendola brillare come stelle.

Al risveglio poi..
vedo ancora i colori
riascolto i rumori
sento gli odori
delle immagini della mente.

Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- 28 ottobre 2008


sabato 25 ottobre 2008

Cossiga

Dall’intervista rilasciata dal senatore Francesco Cossiga al Quotidiano Nazionale.

Domanda - Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

Risposta - Dipende, se ritiene d’essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico PCI ma l’evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.

D - Quali fatti dovrebbero seguire?

R - Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.

D – Ossia?

R - In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…

D - Gli universitari, invece?

R - Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

D - Nel senso che…

R - Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

D - Anche i docenti?

R - Soprattutto i docenti.

D - Presidente, il suo è un paradosso, no?

R - Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

D - E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.

R - Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.

D - Quale incendio?

R - Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese.

In realta' ci vuole poco a capire e scoprire che non dice nulla di nuovo, che cio che ha detto ora è semplicemente cio che ha fatto ed hanno fatto tutti i governi di centro destra, ma non solo con le lotte studentesche, possiamo cominciare ,a caso, dalla strage della Piana degli Albanesi, sino al G8 di Genova, ricordandoci dei lavoratori che giornalmente muoiono sul posto lavoro. In fondo stanno facendo la loro lotta di classe.

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Siete sposa

colombe

Or che l’inverno riposa
siete madre,
signora dei miei sogni,
siete sposa
e non me ne raddolo;
anzi,
vi cinga d’allegrezza un volo di colombe
e d’esili profumi primavera vi circondi.
Un’altra estate è consumata;
i nostri giorni
fecondi di speranze e di sogni
incombe un mondo reale.
Collega dell’infanzia mia,
primiero amore,
il tempo porta via
anche i ricami d’oro,
d’amore e d’allegria.
(1967)
Ugo Mastrogiovanni

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Nel nostro giorno

specchio
Come sei oggi
ricordarti sempre
e sempre ognora
adorarti,
vorrei allora
che i sogni miei
saranno autunno
e le mie labbra calde
tremolanti.
Per un momento solo
l’estate andata
ridonarti,
diradando il tempo
e ritornando indietro
respirarti senza tremare
e poterti donare
il meglio che lo specchio
oggi riflette.
Vecchio illuso
vorrei
che lo specchio
ingannar potesse i sensi,
la realtà gabbare
e cancellare
le delusioni da soffrire insieme.
Troppe cose vorrei
oggi
per ora e per allora;
ma non pensiamo,
ancora è presto:
amiamo.
(Per mia moglie Grazia, 19/11/1965)
Ugo Mastrogiovanni

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venerdì 24 ottobre 2008

SE CI SARAI IO CI SARO' di francesco Flaiano

fronte cd

IN ATTESA DEL TESTO POTETE ASCOLTARE

LA MUSICA E LE PAROLE

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ZINGARA di Nelida Ukmar

fronte cd



Zingara in un campo di nomadi

scalzi i piedi, capelli al vento

si apre una nuova giornata

dovrai interpretare nuovamente

la sfrontata

in strada ad adescare i malcapitati

per rubare loro anche l'ultimo fiato

richieste assurde di leggere la mano

e donare l'origine umano.

Sul tuo volto c'è fierezza

hai di nuovo toccato

l'umana debolezza.

Nelida Ukmar

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